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50 anni di storia e aneddoti racchiusi in 480 pagine e 1400 fotografie. Emozioni e allegria alla presentazione del libro sul Carnevale di Storo

Copertina-Libro

Mancavano solo loro, i costruttori dei carri perché impegnati a rifinire in questi giorni quelle gigantesche macchine che anche quest'anno, come avviene ormai da 51 edizioni, animeranno il Gran Carnevale di Storo: ma la presentazione del libro "Cinquant'anni di storia e di storie" che ne celebra le loro avventure è stato un grande successo. È stato l'Auditorium dell'Oratorio di Storo ad ospitare ieri sera questo vernissage del locale Gran Carnevale 2018 capace di richiamare in sala centinaia di persone, alcuni dei protagonisti di questa importante pagina di storia e molti tra chi ha vissuto negli anni questo grande evento, oggi il più grande del Trentino. E naturalmente i rappresentanti degli enti che hanno sostenuto questo importante lavoro.
È stato bello ascoltare le storie raccontate dall'autore Giuliano Beltrami e il racconto del presidente Nicola Zontini, che ha tracciato il grande lavoro della Pro Loco di Storo M2. Un intreccio di cultura, divertimento, storia sociale per certi aspetti unico come hanno spiegato l'assessore provinciale alla Cultura Tiziano Mellarini e il sindaco Luca Turinelli. E poi il consigliere provinciale Mario Tonina con i presidenti del Bim Severino Papaleoni e del Consorzio Turistico Massimo Valenti.
Sul palco sono poi saliti gli ex presidente della Pro Loco Aurelio Bernardi e Roberto Giovanelli, il rappresentante dei costruttori Giovanni Moneghini e i due fotografi Gerardo Sai e Juri Corradi. E durante la serata non sono mancati i riconoscimenti a chi ha sostenuto la realizzazione di questo Tomo - di fatto uno spaccato sociale della borgata di Storo - anche la costruzione del padiglione StoroE20, oggi anima delle attività della Pro Loco: amministratori, enti, amici, professionisti, artigiani e impresari, a cominciare dai Sindaci Luca Turinelli e Vigilio Giovanelli e dall'ex presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai. Quello che è già stato definito il tomo dell'allegria è frutto della caparbietà della Pro Loco di Storo M2 e del suo presidente Nicola Zontini, con Beatrice Mezzi a rivestire i panni dell'insostituibile tessitrice, stavolta non della tela quanto del lavoro di raccolta della documentazione che punta a fissare anche per il futuro quel momento degli ultimi 50 anni dedicato all'allegria e al divertimento fanciullesco perché, come dicevano i latini, Semel in anno licet insanire. E chi dal 1967 ha avuto la fortuna di assistere da spettatore alla manifestazione lo sa benissimo.
In oltre 450 pagine e più di 1.400 fotografie vi si trovano immortalati i carri e i personaggi che hanno fatto la storia del Carnevale, raccontata da Beltrami attraverso le interviste dei protagonisti ed il ricordo di personaggi scomparsi. Le anime del Gran Carnevale – ha detto l'autore - come Hermann Zontini, Albertone Fiorino, e prima (anzi, il primo) Nicola Paisoli, seguito da Angelo Cortella.... Generazioni di personaggi, che hanno fatto divertire e (bisogna ammetterlo) si sono divertiti a loro volta. Raccontare il Gran Carnevale di Storo è parlare dell'evoluzione del costume, dalla metà degli anni Sessanta, quando nelle nostre valli stava arrivando l'industria, ma si mantenevano ancora le due o tre vacche nelle stalle e si andava in malga d'estate, al terzo millennio, quando l'ubriacatura dell'industria è passata e si è riscoperta l'agricoltura (vedi la farina gialla storese). Il Gran Carnevale ha raccontato, sempre con il sorriso sulle labbra, questa evoluzione, grazie ai protagonisti: ai costruttori di carri, ai costumisti, agli attori, ai ballerini, agli inventori di sketch e battute, di ironia a volte delicata, più spesso fragorosa. Ma ha fatto anche cose molto serie: basti pensare allo scandalo nazionale sollevato nel Duemila dal carro di Auschwitz, che scatenò un putiferio mediatico.
Partito come un modo goliardico di far festa in paese, il Gran Carnevale di Storo ha saputo infondere una voglia di competizione fra i carristi ed i gruppi mascherati, tanto che per anni un carro storese (una volta di una compagnia, una volta dell'altra) ha portato a casa la Freccia d'Argento al famoso Carnevale di Arco.
Ed ora è già tempo di divertimento: oggi il centro storico ha ospitato dei 499 bambini delle scuole d'infanzia e delle elementari di Bondone Storo a cui è toccato l'onore di aprire il Gran Carnevale di Storo 2018, il tradizionale appuntamento carnascialesco della Valle del Chiese divenuto in mezzo secolo il più grande e storico del Trentino e, parallelamente, anche il più grande in Europa riservato ai carri statici. Il programma spazia da giovedì 8 a sabato 17 febbraio. INFO: www.visitchiese.it e

La premiazione degli autori e dei rappresentanti della Pro Loco di Storo M2 

www.prolocostorom2.it.