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A Strada due giorni con gli amici storici di Oberhausen

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"Arrivederci al prossimo Prosit". Si è conclusa così la due giorni di festa nel segno dell'amicizia che lega ormai, da oltre quarant'anni, la comunità di Pieve di Bono ed il paesino tedesco di Oberhausen, dislocato nel cuore della baviera a pochi chilometri da Monaco.
Nel fine settimana scorso, in occasione della tradizionale Sagra del Carmine, è toccato al Circolo Culturale di Strada presieduto da Marirene Filosi fin da 1993, anno della sua "ricostruzione" dopo le positive esperienze degli anni 60/70 legate allo storico "dopolavoro", aggiungere una nuova pagina al suggestivo libro dello storico gemellaggio.

La storia inizia appunto agli inizi degli anni sessanta quando, grazie ai contatti con i quattro fratelli Armani di Cologna emigrati alla ricerca di lavoro, cominciarono i primi scambi con la comunità di Oberhausen, iniziati a livello sportivo, poi rafforzati da quello musicale. Nel corso degli anni, grazie anche all'amicizia nata tra i figli di Giovanni con i ragazzi della Pieve si è fortificata ulteriormente il rapporto coinvolgendo, oltre a Unione Sportiva Pieve di Bono e Coro Azzurro, altre associazioni delle Pieve. Molti sono i momenti fissati nella memoria delle due comunità che, dalla prima sfida calcistica degli anni '60, hanno visto reciproche visite e partecipazione ad eventi particolari. Agli Oberhauser Musikanten è legato il ricordo indelebile delle tante edizioni della Sagra del Folclore, ideata negli anni '70 da Basilio Mosca e organizzata dal Coro Azzurro, di cui Basilio era fondatore e maestro.

Nel solco di questo consolidato rapporto, trasformatosi nel corso degli anni in vera e propria amicizia, nello scorso fine settimana è toccato quindi ai bavaresi scendere in Valle del Chiese, accompagnati dall'immancabile guida Martha Armani, da anni ormai trasferita definitivamente in Germania, per vivere due giorni all'insegna della musica, della tradizione e del divertimento, degno contorno per i festeggiamenti dei 25 anni di attività del Circolo Culturale di Strada. Nella serata di sabato gli Oberhauser Musikanten si sono esibiti in un concerto di oltre due ore e mezza deliziando gli spettatori presenti. Nella giornata solenne di domenica invece c'è stata la Santa Messa con la processione tra le Vie del Paese cui è seguito un momento conviviale in Piazza. Nella serata conclusiva di domenica invece, salutati gli amici di Oberhausen, c'è stato il tradizionale concerto del Coro Azzurro di Strada, diretto dal maestro Cornelio Armani, che come sempre, in questa occasione ha festeggiato il proprio compleanno (quest'anno sono 68 dal primo concerto del luglio 1950) presso il suggestivo cortile adiacente la sede dell'associazione. Un ambiente suggestivo, dai tratti romantici, immerso nelle "cùrt" di una volta. Il Coro, diretto dal maestro Cornelio Armani, ha proposto i canti del proprio repertorio svariando sui temi ricorrenti del canto popolare: l'amore, l'emigrazione, il lavoro e la guerra; tra questi il canto popolare per eccellenza "La Pastora", i classici "La Rondinella", "Sui Monti Scarpazi" e "Monte Canino", l'impegnativo brano in dialetto piemontese "Lùcia Maria" (armonizzato dal grande maestro Arturo Benedetti Michelangeli), ed il pezzo "Su bolu 'e s' astore" (canto popolare sardo, con testo scritto e musicato dal maestro Tonino Puddu) in cui, con l'assolo a voce baritonale, Pietro Baldracchi, ha emozionato la platea presente.

Grande successo quindi per la due giorni di festa con gli amici di Oberhausen con i quali prosegue ormai da moltissimi anni l'emozionante gemellaggio con l'arrivederci alle future occasione di incontro.