
Ieri sera, ad Arco a Palazzo Panni, si è cosumato, l'ultimo atto della progettazione della futura Rete delle Riserve meglio conosciuto come Parco della Sarca.....Le Amministrazioni coinvolte nel progetto hanno presentato la proposta di accordo di programma...Nei contenuti l'accordo è abbastanza deludente....e fa passare l'idea che la futura rete delle riserve più che un intervento di salvaguardia di un delicato contesto ambientale come quello attraversato dalla Sarca sia invece un progetto di "promozione turistica", volano di un futuro sviluppo .....qualificato come "sostenibile".... Viviamo in un'epoca in cui il significato delle parole è sistematicamente manomesso e piegato al volere di chi ha più potere e, nonostante il drammatico momento di crisi che stiamo vivendo , non siamo capaci di "osare" e mettere da parte la centralità della dimensione economica a favore di un intervento che saldi l'ingente "debito" maturato nei confronti della Sarca e del suo ambiente ....violentato negli anni da invasivi interventi di sfruttamento e "valorizzazione" ai fini della produzione idroelettrica....Pur essendo consapevole che non è certo possibile ristabilire "l'equilibrio" del passato....credo che amministratori dotati di una visione di "futuro" dovrebbero cercare di riportare al centro del progetto il fiume ed il suo ambiente...ma, al momento, così non è e così non sarà.....
La possibilità di "intercettare" fondi provinciali e l'ipotesi di interventi che favoriscono lo sviluppo di nuove iniziative che diano impulso ad un turismo sostenibile lusingano gli amministratori che dimenticano le attuali condizioni del fiume, la scarsa portata di acqua, la necessità di rinaturalizzarlo......
Non vorrei che dopo esserci battuti, e molti di noi lo stanno facendo, senza alcun interesse nascosto da più di un quarto di secolo mossi dal solo amore per il fiume ed il suo ambiente, scoprissimo che la Rete delle Riserve è il "cavallo di troia" che ci porterà nuovi "outdoor park" con relativi sciami di turisti che eleggono il nostro Alto Garda a loro personale parco giochi o discutibili villaggi ecosostenibili, che ripropongono aggiornati ai tempi attuali progetti che richiamano alla mente quell'Arcoporto contro il quale molti di noi si sono battuti....
L'approccio partecipativo che ha coinvolto , qualche centianio di persone nel giro di ca. 2 anni, corre il rischio di diventare la "foglia di fico" con la quale giustificare scelte e progetti discutibili....che, però, trovano grande "legittimità"...visto che "il popolo" ha partecipato.....Ma questo "popolo" che ha partecipato , non può sedere nei luoghi della "decisione" che sono riservati a chi dal "popolo stesso" ha ricevuto il mandato.....Il mometo è delicato e non mi piace fare il disfattista...I processi come questi sono inevitabilmente lunghi, con risultati che, a volte, sono poco soddisfacenti per chi partecipa...ma non bisogna demordere ....dobbiamo tenere alta l'attenzione sul progetto e dobbiamo chiamarlo con il suo nome "Parco fluviale della Sarca" per riportare l'attenzione dei cittadini sul fiume ed il suo ambiente...gestito in maniera "autoritaria" da chi ne sfrutta le potenzialità ai fini idroelettrici, sottratto al controllo dei cittadini....Mi auguro che la gente che abita nel territorio percorso dal Sarca si faccia sentire e si faccia sentire perchè vuole che un fiume alpino, torni a scorrere pulito e con tanta acqua nelle nostre valli...Dobbiamo avere il coraggio di chiudere con un modello di "sviluppo" che tanti danni ha fatto in passato e tanti ancora ne farà in futuro se non coglieremo quest'opportunità di progettare un cambiamento di rotta radicale....cercando di elaborare, alla luce di errori del passato, un nostro originale progetto di "doposviluppo" per la Sarca ed il suo territorio.....Questa credo sia la vera sfida....Credo che i momenti di crisi richiedano il coraggio di "cambi radicali" perchè non provarci con questo progetto?