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Il presidente Sat Claudio Bassetti: il no a Serodoli un ripensamento importante che apprezziamo. Ma non vorremmo che fosse merce di scambio per proporre allargamenti ben più significativi e redditizi

il presidente Sat Claudio Bassetti b

La SAT ha letto con la dovuta attenzione il lavoro di Agenda 21 in merito all'ampliamento dell'area di Serodoli.
Nel mese scorso SAT, come altri soggetti che sono portatori di interesse, ha incontrato il responsabile della società di studi al quale ha espresso le riflessioni che hanno portato il Consiglio Centrale SAT ad esprimere netta contrarietà all'ampliamento dell'area sciistica in zona Serodoli-Nambino. Posizione già messa all'attenzione del comitato di gestione del Parco Adamello Brenta e ulteriormente ribadita con un documento del Consiglio centrale diffuso a mezzo stampa.
Ad una prima lettura le conclusioni di Agenda 21 e la dichiarazione del Presidente di comunità di valle Patrizia Ballardini in apertura di seduta di assemblea del martedì 11 marzo sono importanti sul piano dei risultati concreti; l'area sarà stralciata come previsione urbanistica dal Piano di Comunità.
Un ripensamento importante. Che apprezziamo. Una decisione che arriva dopo confronti a più livelli, con una forte partecipazione al dibattito. Ed è legittima la soddisfazione di chi si è battuto per questo risultato, fra i quali mettiamo anche i soci SAT e sezioni locali, oltre ai comitati di cittadini, lo stesso Parco Adamello Brenta, le associazioni ambientaliste; soggetti che si sono misurati in questi mesi sui temi di uno sviluppo diverso, mettendo un accento molto forte sul rispetto dei caratteri ambientali e paesaggistici ma anche della ricerca di un modello più equilibrato dell'uso delle risorse.
Il ragionamento che ha portato Agenda 21 a dare una valutazione negativa dell'inserimento della zona di Serodoli è ampio e merita qualche riflessione di prospettiva.
L'analisi di Agenda 21 e la conclusione a cui arriva si basa più su presupposti di carattere più economico e urbanistico che ambientale e paesaggistico. Chiaro che gli aspetti naturali e la prospettiva di compromissione definitiva del quadro paesistico sono elementi di peso. Ma è la considerazione che Madonna di Campiglio abbia bisogno di espandere la sua area sciistica e che Serodoli sia insufficiente giocano un ruolo assai maggiore e che non giustificano il sacrificio di quell'area pregiata. Il modesto incremento di competitività non ha i criteri della sostenibilità.
"Il potenziale ampliamento limitato all'area Serodoli, a fronte degli impatti ambientali e soprattutto paesaggistici che si determinerebbero, non risulta sostenibile in relazione al contenuto incremento di competitività della ski area che ne deriverebbe".
(Agenda 21)
Il paradigma che guida l'analisi è quello della crescita dentro un sistema competitivo. E Serodoli aggiunge poco in termini di crescita e di competitività. L'investimento non ha i caratteri della redditività e in più compromette un quadro assai delicato. A giudizio degli estensori dell'analisi occorre altro.
"La proposta neve/sci è il fattore trainante dell'economia delle Giudicarie e rimarrà trainante anche nel medio termine. Nel contesto competitivo internazionale nel quale oggi ci troviamo ad agire, la dimensione della ski area è uno dei fattori rilevanti per mantenere o crescere nella competitività".
(Agenda 21)
Si parla di crescita, di numeri, di chilometri di piste da aggiungere, di collegamenti per fare del comprensorio Pinzolo, Madonna di Campiglio e Folgarida Marilleva un unico sistema integrato. SAT riconosce l'importanza del turismo invernale legato alla pratica dello sci come fattore economico rilevante. Ma mette l'accento, come ha fatto su Serodoli, sul capitale naturale, la cui erosione, non ripianabile, costituisce una perdita netta, anche economica.
"Se si intende supportare in maniera rilevante la competitività dell'area, in coerenza con l'attuale vocazione turistica, considerati i delicati equilibri ambientali e paesaggistici di riferimento, è necessario assumere iniziative in un contesto complessivo più ampio, attualmente non previsto dagli strumenti pianificatori vigenti, che preveda un ampliamento più rilevante associato al rafforzamento effettivo del collegamento tra le tre aree presenti all'interno della Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta".
(Agenda 21)
Ora non è dato sapere come si possa considerare i delicati equilibri e proporre un ampliamento più rilevante. Occorre tenere presente che un po' tutta la zona attorno a Madonna di Campiglio (Plaza, Vagliana e Vaglianella, Malga Darè...) sono aree tutelate ai sensi di Natura 2000 e istituite anche come compensazione a impatti derivati da precedenti interventi (delibere del VIA per collegamento Pinzolo-Campiglio e riqualificazione generale di Madonna di Campiglio).
Quello che appare da questa vicenda è che Serodoli sia una merce di scambio per proporre allargamenti ben più significativi e redditizi, che richiedono modifiche al piano urbanistico provinciale, lo stesso che mette al centro una filosofia di sviluppo sostenibile e parla di:
"rafforzamento di un'offerta territoriale turistica che, per la sua struttura e articolazione, riesca a rappresentare concretamente un motore della crescita sostenibile di tutto il Trentino. In questo senso, si vuole promuovere l'evoluzione di un sistema turistico che non diventi fattore di alterazione o addirittura di distruzione delle specificità paesaggistiche e culturali dei luoghi che lo ospitano e che, al tempo stesso, sia orientato ad attrarre quelle tipologie di domanda che possono concretamente rappresentare fattori di crescita J sostenibile del sistema provinciale.".
SAT sottoscrive queste parole. Ed è convinta che un piano territoriale davvero sostenibile debba definire un limite ed una misura nel consumo di territorio. E debba definire anche scelte di sviluppo che promuovano una frequentazione che richieda meno infrastrutture e mantenga intatto il fascino del grandissimo patrimonio naturale che le Giudicarie posseggono.
La decisione di lasciare Serodoli cosi com'è va in questa direzione; SAT la condivide e come sempre si rende disponibile a dare il proprio contributo per disegnare scenari di sviluppo equilibrato.

Il Presidente SAT
Claudio Bassetti