
Un pitone di un metro nella lavatrice. Il rettile è sbucato dal vano motore di una delle macchine stoccate in un capannone dell'Asia, l'Azienda speciale per l'igiene ambientale che si occupa anche di recupero di rifiuti. Un operaio che stava smontando la lavatrice lo ha trovato imprigionato e inizialmente ha pensato a un tubo di gomma. L'azienda ha contattato la Stazione forestale di Trento, che ha chiesto aiuto agli esperti del Muse.
È intervenuto Karol Tabarelli de Fatis, naturalista che svolge il ruolo di assistente tecnico nel laboratorio di Biodiversità tropicale e zoologia dei vertebrati. «Si tratta di un pitone reale di 101 centimetri: un esemplare adulto, che può avere dai 4 anni in su». I pitoni reali raggiungono anche il metro e mezzo, ma sono molto mansueti e poco mordaci. Come spiega il sito pitonereale.it "è una delle specie di ofidi più diffuse e ricercate nel panorama della terraristica, generalmente acquistato come primo serpente dai neofiti che decidono di intraprendere l'esperienza dell'allevamento" di questi animali. «Presumo che si tratti di una fuga accidentale - continua l'esperto - anche perché sono animali di libera vendita, che non necessitano cioè di una documentazione particolare e non sono annoverati tra quelli "particolarmente pericolosi". Sono anche facilmente vendibili nel mondo degli appassionati: è difficile perciò che qualcuno se ne voglia sbarazzare in questo modo».