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Consumo zero (o quasi) del territorio. I nodi da sciogliere in vista della nuova legge urbanistica provinciale

Val Rendena Estate
Dibattito sereno e costruttivo quello che si è svolto al Centro Studi Judicaria tra i consiglieri provinciali Mario Tonina dell'Unione per il Trentino, presidente della Terza Commissione del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Claudio Civettini della Civica Trentina in rappresentanza della minoranza e l'architetto Bepo Toffolon, presidente della sezione trentina di Italia Nostra, intorno alla nuova legge urbanistica provinciale. Organizzato dal circolo del Partito Democratico delle Giudicarie e sostenuto dal Gruppo Donne Rendena nella persona di Luisa Romeni, il dibattito è stato moderato da Marco Zulberti, presidente del Gruppo Culturale "Le quatar Sorele" di Cimego che al tema del Paesaggio in Giudicarie nell'ultimo anno aveva dedicato alcune serate. Come ha osservato Giancarlo Gallerani introducendo alla serata, è stata un'occasione particolare perché poche volte la classe degli amministratori si trova a parlare pubblicamente con la popolazione di una legge prima che questa venga votata, rammaricandosi nello stesso momento dell'assenza quasi assoluta dei tecnici, che sono i più diretti interessati in quanto poi debbono applicare le norme sul territorio.

Proprio martedì i giornali locali riportavano il numero degli emendamenti che l'opposizione aveva sollevato durante il dibattito in consiglio provinciale, a cui andavano poi sommate le osservazioni delle associazioni ambientaliste preoccupate di un nuovo assalto alla diligenza, rappresentata dalle ricchezze del territorio e del paesaggio trentino e giudicariese nelle sue tre varianti, turistico nella Rendena, agricolo nel Bleggio, Lomaso e Banale e industriale in Val del Chiese, che oggi dopo la crisi è in forte riconversione sia agricola che turistica.
A questo riguardo le nuova legge se rappresenta una decisa svolta rispetto al passato come ammetteva anche la minoranza rappresentata da Civettini, con nuovi ineccepibili principi sintetizzabili nello slogan ben riuscito del "Consumo Zero", dall'altra mostra, come sottolineava Toffolon, dei vuoti attuativi a livello comunale che rischiano di essere riempiti dalle singole amministrazioni mai state alla caccia di finanziamenti come in questo periodo e pronte a a cedere territorio e ambiente pur di far quadrare il bilancio comunale.
Alle obiezioni ha risposto Mario Tonina, che ha affermato come i problemi principali, non ancora definiti dalla legge quali l'adozione di una mappatura dei perimetri urbani, la tassazione agevolata delle aree commerciali e i gravosi oneri di urbanizzazione dei centri storici, la presenza di politici nelle commissioni edilizie e l'utilizzo delle deroghe ai piani, diventata ormai una consuetudine invece che essere un'eccezione solo per casi eccezionali, sono ben presenti all'assessore Daldoss che sta avviando un confronto con tutte le parti sociali, appositamente per valutare quali modifiche accettare.
Il "Consumo Zero" prevede infatti un periodo transitorio imposto dai progetti in atto, che seppur obbligati a calcoli compensativi, possono permettere un'ultima fase di espansione edilizia che negherebbe di fatto il principio a cui si ispira la nuova legge
Attorno a questi problemi si sono fissate le osservazioni di Mario Tonina, che vede ha descritto l'introduzione di concetti protettivi che intendono favorire un nuovo concetto di utilizzo del territorio in vista di quella vocazione puramente turistica, che si integra perfettamente con quella agricola, in modo da tutelare il Trentino in quanto meta del turismo non solo italiano ma anche di quello internazionale.
In particolare sotto le attenzioni del legislatore vi sono anche le altre componenti dell'economia trentina come quelle agricole legate all'ortofrutta, quelle dell'allevamento e quelle artigianali più tradizionali legate alla lavorazione del legno e della pietra come graniti e porfidi. La legge intende anche semplificare gli eccessivi livelli di autorizzazione che oggi servono sia per la manutenzione che per il recupero della rete degli insediamenti rurali e dei i centri storici dei paesi, dove compaiono sempre più spesso i cartelli "vendesi". Sul tema degli oneri di urbanizzazione dei centri storici che secondo Toffolon, e per alcuni interventi della platea, dovrebbero essere a zero, sono state ostacolate dalle amministrazioni comunali che perderebbero una significativa parte del gettito fiscale che le sorregge.
Sicuramente quella che nelle intenzioni, sia della maggioranza che della minoranza, appare una svolta positiva rispetto allo sfruttamento del territorio, che in Trentino pro capite appare cinque volte superiore a quello dell'Alto Adige, che applica la legge con maggior rigore, nei fatti appare ancora minacciata dalle ambizioni alle volte troppo particolari delle giunte amministrative locali che rappresentano il vero problema nella gestione e nello sfruttamento del territorio, con eccessi che nelle nostre valli spesso vedono accostate in poche decine di metri, una stalla, una villetta , un bosco, un prato, una pista ciclabile e un capannone industriale. Il buongoverno verrà dal rispetto del consumo zero. Le intenzioni della classe degli amministratori provinciali appare positiva. Il tempo ci dirà se non è solo una promessa come altre sentite nel passato. Non si può più scherzare. Lo richiede la crisi economica, lo richiede il futuro economico del Trentino.