Venerdì scorso il Consiglio provinciale ha approvato la mozione predisposta da Civica Trentina e quindi sottoscritta ed implementata anche dagli altri gruppi di minoranza con cui, tra l'altro, si è impegnata la Giunta ad attivarsi nelle sedi competenti (e cioè presso il Ministero) affinché la Provincia possa programmare ed operare una riduzione del numero degli orsi presenti in Trentino che sia compatibile con la sicurezza dell'uomo.
Un passaggio importante, che, come richiesto da tempo da Civica Trentina, segna una radicale inversione di rotta nella politica provinciale sulla gestione dell'orso.
Non c'è ovviamente nessuna volontà di far scomparire gli orsi dal Trentino aprendo una caccia indiscriminata. È però prevalsa la consapevolezza che il progetto è sfuggito di mano e che il numero degli orsi presenti in Trentino è decisamente eccessivo per un territorio di dimensioni modeste e fortemente antropizzato come il nostro.
Ricordiamo che il progetto originario prevedeva che nell'arco di qualche decina d'anni si arrivasse ad una presenza di 50/60 adulti diffusi però su tutte le Alpi centrali, e che invece ad oggi, dopo solo una ventina d'anni, gli orsi sono (secondo la PAT) una sessantina stanziati però nel solo Trentino occidentale.
L'impegno assunto dalla Giunta è una vittoria di Civica Trentina, che già nel giugno scorso aveva depositato la mozione poi sottoscritta ed integrata dagli altri gruppi consiliari di minoranza.
Soprattutto è una vittoria di quel numero crescente di trentini che, pur inizialmente non contrari all'introduzione dell'orso, si sono trovati a fare i conti con un progetto che è sfuggito di mano a chi lo gestisce e che ora presenta evidenti profili di pericolosità, che inevitabilmente cresceranno con il crescere della presenza dei plantigradi.
Rodolfo Borga