
Una gara per extraterrestri, con un percorso di 44,5 km, un dislivello in salita di 4000 metri e in discesa di 4380 metri, l'Adamello Ski Raid è stata vinta dalla coppia francese Mathéo Jacquemod e William Bon Mardion in campo maschile e dal duo franco-iberico composto da Laetitia Roux e Mireia Mirò in campo femminile. I francesi hanno chiuso con il tempo di 5h16'25" lasciando a circa 5 minuti la coppia Matteo Eydallin e Damiano Lenzi in gara con i colori dell'esercito. A poco più di 9 minuti i due valtellinesi Boscacci-Holzknecht, mentre i francesi Sevennec e Gachet grazie ad una super prestazione nella discesa finale, sono riusciti a superare il team La Sportiva composto da Kuhar e Beccari. Ottimo sesto posto anche per i giudicariesi Thomas Martini e Alex Salvadori, in recupero nella seconda parte di gara.
Tra le donne dominio assoluto del tandem Mirò - Roux che hanno rifilato 31 minuti al duo svizzero-francese Fiechter-Mollaret e 49 minuti alle italiane Martinelli-Rocca.
Il percorso
Partiti alle 6 di mattina in località Tonalina (stazione intermedia da Ponte di Legno al Tonale a quota 1630 metri) i 700 scialpinisti lungo le piste hanno raggiunto Passo Presena (2296 metri) percorrendo il versante Paradiso per poi scendere verso il rifugio Mandrone e risalire verso il suggestivo Passo Tre Denti, con 500 metri di dislivello e continue inversioni. Un leggero dislivello verso Passo Bedole (3150 metri), l'attraversamento del ghiacciaio del Pisgana fino a Passo Venerocolo, per scendere verso il rifugio Garibaldi in un tratto con 500 metri di dislivello; da qui (2548 metri) sono saliti sul versante nord dell'Adamello, percorrendo sci nello zaino il tratto attrezzato del Passo degli Inglesi, hanno proseguito fino alla base delle Roccette dell'Adamello raggiungendo la vetta a quoto 3539 metri: cambio assetto e discesa lungo il versante sud fino a raggiungere la base del ghiacciaio del Pian di Neve, percorrendolo fino ai piedi di Cresta Croce, quindi una breve salita che porta al suggestivo passaggio di Cresta Croce (3300 metri), conosciuto per la croce in granito posata in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II. Ancora una discesa sul ghiacciaio passando per il rifugio Lobbia (3045 metri), dirigendosi poi verso sud-ovest per l'ultima salita nella valle che porta ai 3200 metri di Passo Valletta.
Da questo punto inizia la tecnica, lunga e tanto attesa discesa del Pisgana che ha portato gli atleti sul traguardo di Ponte di Legno (1250 metri) con arrivo nel centro del paese. In totale un percorso di 44,5 km, con un dislivello in salita di 4000 metri, in discesa di 4380 metri, che comprende 5 salite e 9 cambi di assetto e 3 passaggi attrezzati con gli sci in spalla. Un tracciato che ripercorre gran parte dei luoghi della Guerra Bianca e transita per tre rifugi importanti come il Città di Trento al Mandrone, il rifugio Garibaldi e il rifugio ai caduti dell'Adamello alla Lobbia Alta