San Lorenzo in Banale, loc. Deggia, 2013

1 Deggia San Lorenzo in banale - Floriano Menapace

San Lorenzo in Banale, loc. Deggia, 2013.

"Un tronco della strada romana che viene dal Banale, conduce a Ranzo (via S. Vigilio): passa per le case di Deggia, m 619, con la bianca chiesetta santuario della Madonna di Caravaggio eretta nel 1862 e rimaneggiata nel 1894; [...] Frequenti sono i ricordi dell'intenso traffico del passato: cippi mortuari, croci, rocce levigate e intagliate dalle ruote dei carri e dalle slitte, qualche scritta grafita o incisa."
(Gorfer, p.475)

Molti anni fa, era un primaverile giorno di maggio del 1972, sono partito per San Lorenzo per salutare delle persone e fare qualche foto. Arrivato in paese non trovo anima viva: silenzio, case sbarrate, finestre chiuse. Ho fatto un paio di giri, mi sono recato dalle persone che conoscevo: nessuno, nemmeno un cane. Finalmente incrocio alcuni giovani e chiedo informazioni: "...sono tutti alle Rogazioni a Deggia... ".

Lascio la macchina alle Moline perché la salita per Deggia era ancor più ardua di adesso. Arrivo sul piazzale della chiesetta e trovo qualche anziano e, dopo un caloroso saluto, mi spiegano che gli altri sono in processione. Ed ecco arrivare dei chierichetti: uno porta la croce astile, un altro il turibolo, il parroco benedice la terra, la processione passa tra i muretti a secco che delimitano i prati e le figure da lontano sembrano muoversi senza camminare. Dopo la funzione si fa festa ed io riconosco molte fisionomie e volti riuniti tutti insieme, che parlano, scherzano, ridono, crocchi di donne, alcune in nero con il fazzoletto in testa, altre più giovani sfoggiano colori più chiari, ma non sgargianti; i bambini non perdono l'occasione di dare vita, con un intenso gridio simile a quello dei rondoni che volano nei pressi della parrocchiale di San Lorenzo, a vivaci giochi.

Quel giorno indimenticato sono stato osservatore e fotografo di un mondo ancora legato alle proprie millenarie credenze. Rileggendo recentemente Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, vi ho ritrovato quella esperienza che mi ha fatto rammentare gli uomini e le donne della mia giovinezza.