"Ci muoviamo per chi non si può muovere" è il motto di forza che ha dato vita al Comitato per Fulvio Cimarolli, il quarantunenne di Bondone campione di Snowboard colpito nel 2011 da SLA. La ONLUS creata due mesi fa da parenti e amici, con lo scopo di raccogliere fondi necessari per coprire le costose spese di cura, è cresciuta e si è fatta conoscere soprattutto grazie al web.
La pagina Facebook a lui dedicata con tutte le informazioni per chi volesse dare il proprio contributo, è solo una delle tante idee messe in atto da questo movimento solidale. Una delle molte iniziative si è svolta pochi giorni fa nel campo da calcio di Storo, dove l'incasso giornaliero della partita Calcio Chiese - Trento è stato destinato al Comitato.
La speranza per Fulvio adesso si chiama Israele. In quest'Italia che retrocede invece d'avanzare, i malati di SLA possono fare affidamento solo sulle cure all'estero sperando che la ricerca proceda positivamente.
«Non possiamo confermare la data precisa perché aspettiamo i risultati delle ultime analisi – spiega Loretta, la sorella di Fulvio - ma ci siamo organizzati per poter essere in Israele nella prima settimana di Gennaio. Una volta là, verrà fatto il prelievo di cellule staminali e se il risultato del test sarà positivo, le cure verranno fatte poi in Svizzera».
La SLA (sclerosi laterale amiotrofica) è una patologia che colpisce sempre più persone. Non possiamo dimenticare l'ex calciatore Stefano Borgonovo, morto pochi mesi fa, e la sua battaglia contro un male che toglie la capacità di muoversi ma non quella di lottare. Cercare di non distogliere l'attenzione su questi casi di cronaca e dare aiuti a chi ne ha bisogno è forse l'unico modo possibile per dare voce a chi voce non ha più.
Fulvio è stato uno degli snowboarder freestyler più talentuosi della scena italiana tanto da meritarsi nel 2010 la copertina di Snowboarder Magazine e tanta stima in tutto il Trentino. Una timida apertura per sperare di vederlo tornare a volare, arriva in questi giorni, con la notizia che il Tar del Lazio ha sospeso il decreto di nomina da parte del Ministero della Salute che ha bocciato il metodo Stamina. Sospeso, di conseguenza, anche il parere contrario alla sperimentazione, con la speranza che i malati possano in futuro curarsi in Italia.
«Se Fulvio avrà la fortuna di stare meglio – conclude la sorella - l'associazione e il ricavato andranno avanti in aiuto della ricerca e dei malati».