Valle del Chiese, allevatori in assemblea. La zootecnia tiene anche se preoccupa il prezzo del latte

Fiera a Roncone 

VALLE DEL CHIESE. "Nell'ambito dell'unione allevatori del Chiese ( Breguzzo – Lodrone) la situazione zootecnica, al di là della questione prezzo del latte che di certo grava su le aziende, si presenta ancora sostenibile. Gli associati, una cinquantina, oltre che essere impegnati direi che seguono consigli e indirizzi che vengono da parte nostra. Non a caso nella vicina Valsabbia emerge sempre più il sentore circa una eventuale convergenza su di noi trentini per quanto concerne la commercializzazione e raccolta vitelli. Lo chiedono in maniera esplicita, soprattutto a Bagolino, dal fatto che ci riconoscono serietà e professionalità nel fare squadra con le aziende". A parlare è Mauro Fezzi da poco presidente della Federazione provinciale degli stessi allevatori che ieri l'altro a Condino è intervenuto alla annuale pre assemblea provinciale di stagione nel dopo Rauzi.
Presso la sala dell'auditorium dell'ente Bim di Via Barattieri una trentina e più i convenuti che praticano zootecnia. Fezzi, affiancato dal direttore lo stesso ente Claudio Valorz e dal responsabile dellacommercializzazione Fabio Stancher, ascolta e parla a braccio. Riconosce che il prezzo del latte non è affatto remunerativo (50 centesimi al litro quando va bene) ma che la realtà contadina nel complesso ancora regge.
"I nostri associati hanno motivo e ragione su cui preoccuparsi ma sanno altrettanto bene che noi come Federazione siamo da sempre dalla loro".
Contrariamente ad altre volte al vertice di quanti allevano bovini era stavolta assente Mario Tonina. Il consigliere provinciale era alle prese con l'aula di Piazza Dante ma non per questo non ha fato mancare il suo sostegno nei confronti di una categoria che conosce e che da sempre rappresenta.
Anche Donato Galante, allevatore di Condino, incalza su la questione prezzo del latte. "La mia azienda si sta riducendo anche dal fatto che non ho famiglia. Comunque il prezzo che ci viene riconosciuto non serve a coprire gli effettivi costi che siamo costretti a sobbarcarci nel portare avanti la stalla".
Maurizio Pellizzari è il controllore di zona e quindi ha quotidiano contatto con chi sta in azienda. "La consistenza attuale nell'ambito dell'unione conta di 730 bovine e di altri 500 animali giovani. Sul problema latte concordo su quanto ha detto il mio presidente e poi ripreso dall'allevatore Galante". Tra le realtà in espansione, anche se si tratta di capre, è sicuramente la Matec dislocata a Mangio sopra Castel Condino dove la produzione di latte di capre abbonda considerato che l'allevatore Michele Toccoli di Pietramurata in stalla ne alleva ben 130".
Prossimamente un altro allevatore non del posto, il bresciano Sergio Chiodi di Odolo, ha preannunciato di essere intenzionato a rilevare una stalla dismessa dislocata tra gli abitati di Cimego e Castello e un tempo appartenente ad Enzo Bagozzi. Qualche innovazione si preannuncia anche per Table (sempre a monte di Castel Condino) lo scorso anno gestita da altri bresciani con l'aggiunta di Paolo Frioli nella conduzione dello stabile annesso alla struttura ma sotto l'insegna di "malghe aperte" la cui esperienza è stata considerata davvero un successo. Per quest'ultima realtà al momento c'è un interessamento da parte di allevatori del Veneto disposti a rilevarla.