A Tione il giallo del negozio fantasma. Maraner interroga il consiglio comunale sul negozio di vicinato della Despar
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- Categoria: Tione di Trento
- Pubblicato Martedì, 06 Maggio 2014 23:22
- Scritto da Ettore Zini
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A Tione i fantasmi possono assumere anche le sembianze di un negozio. Meglio, di un negozietto. Che, si dice, ci sia stato. Ma, che ora non c'è più. "Non abbiamo mai verificato, di persona – dicono all'ufficio commercio del comune – ma, qui, c'è tanto di inizio di attività. E, adesso, anche di chiusura".
Se chiedi in paese, o tra gli avventori del nuovo magazzino Despar di Tione, però, nessuno s'è mai accorto della sua esistenza. Eppure il supermercato, situato nello stesso stabile, di clienti ne attira a migliaia. Tanto da essere lo spauracchio, di tutte le Coop della zona. Compresa quella di Pinzolo. Che, per anni, in fatto di distribuzione alimentare, ha fatto il bello e il cattivo tempo. Da quando, però, la succursale Aspiag di Tione, dal centro s'è spostata a nord del paese, le vendite della cooperazione hanno avvertito il colpo. Mentre il nuovo supermercato – che, pur di ottenere lo spostamento, ha costruito, a sue spese, parte della rotonda che dà accesso alla Rendena - è sempre stracolmo.
Ma, che centra il negozio fantasma? Si dà il caso, che il gruppo Aspiag - oltre alla rotonda (costo a carico Despar circa 400 mila euro, secondo il progettista ing. Dalbon, più 172 mila a spese del comune) - per trasferire la superficie di vendita, in base art. 73 della L.P. 17/2010, avesse l'obbligo di attivare, non uno ma due negozi. Uno, per il magazzino di alimentari. E un altro, di "vicinato", "non superiore ai 100 mq.". Così dice la legge sulle superficie "equiparate".
Nel 2012, il nuovo supermercato Despar è stato inaugurato in pompa magna. Ma, del negozietto attiguo, non s'è mai saputo nulla. Un fantasma, appunto. Il consigliere di minoranza Adriano Maraner conferma che nei progetti, era previsto uno spazio con apertura esterna, svincolata dal resto dell'edificio.
Superficie totale, dicono le tavole progettuali: mq. 8.93. Lì, secondo la convenzione con il comune avrebbe dovuto trovare posto il secondo punto vendita. Condizione "sine qua non" per il trasferimento della licenza. Di cui però, tutti ignorano l'esistenza. L'ipotesi - tutta da verificare però - è che quello spazio, adibito, non si sa a quale tabella merceologica, sia stato un escamotage, per spostare il vecchio supermercato, dal centro alla periferia.
A questo punto il consigliere di opposizione ha preso carta e penna per interrogare il sindaco. Chiede lumi sulla "fantomatica" licenza. Anche perché, per Tione, quel trasferimento non è stato indolore. "Portare la Despar fuori – osserva Maraner - ha significato desertificare il centro". Con il disappunto di quei negozi, che beneficiavano dell'effetto calamita del colosso alimentare. L'attuale maggioranza, quand'era minoranza, aveva avversato visceralmente i propositi del colosso alimentare austriaco.
Ma, nel 2012 "in perfetta incoerenza con la sua precedente posizione – si legge nell'interrogazione - ha approvato il progetto di lottizzazione dell'area Armani", dove oggi è collocato il supermercato. "Il fatto poi che il negozio accessorio disponesse di una superficie di soli 10 metri quadrati - osserva Maraner - la dice lunga sulle reali intenzioni della ditta lottizzante e sull'assenso sospetto dell'amministrazione". Un ripensamento, definito a suo tempo dall'opposizione: "Triplo salto mortale, avvitato e carpiato". A cui, ora, s'aggiunge la storia di quell'esercizio, mai pubblicizzato, e di cui nessuno s'è mai avveduto. Che, però - dice Maraner - la Despar avrebbe avuto l'obbligo di attivare.
Pena la non trasferibilità della licenza. Per questo interroga l'amministrazione comunale se risulta che il negozio sia mai stato attivato. Quale la tabella merceologica attivata? Quale il costo finale della rotatoria a carico della lottizzante, e quale del comune? A operazione conclusa, l'amministrazione comunale si ritiene ancora convinta di aver agito nell'interesse della comunità tionese, visto che lo spostamento del supermercato ha prodotto notevoli disagi ai cittadini e desertificato buona parte del viale centrale? Infine, una nota anche per i parcheggi pubblici all'interno dell'area del supermercato, ma di proprietà del comune. Sono stati inseriti nell'elenco del patrimonio immobiliare del comune? E a spese di chi? E come mai non è ancora presente nessuna segnaletica che indichi la presenza del parcheggio pubblico?




