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L'avvocato in un click

Un giorno un amico mi ha raccontato una barzelletta sugli avvocati che più o meno recitava: "Che differenza c'è tra una puzzola investita da un'automobile e un avvocato che ha fatto la stessa sorte? Per la puzzola c'è una traccia di frenata"...
Quante volte mi sono sentita dire: "Spero di non avere mai a che fare con voi avvocati", "che brutto lavoro che fai" ecc.. Non posso negare che negli anni, per colpa di pochi, la professione legale si è a volte meritata di essere oggetto di scherno, di essere la protagonista di barzellette più o meno divertenti. Ciò nonostante, consideratemi pure un'illusa, sono convinta che, come me, la maggior parte degli avvocati si ritenga a sevizio della legge e della giustizia più che di sé stessi e così dovrebbero essere considerati nel sentire comune. La risposta a chi mi dice che svolgo un brutto lavoro oppure che con me e con l'avvocatura non vorrà mai avere a che fare la voglio dare con questa rubrica, dimostrando che è con la conoscenza della legge e la sua applicazione al caso concreto che si sviluppa al meglio il vivere comune.
Questa rubrica on line vuole quindi permettere un accesso più veloce ed immediato (oltre che gratuito... e ciò non guasta) a tale conoscenza in modo da far comprendere, alle persone che lo vorranno, quale sia l'estensione dei loro diritti sì da poterli applicare alla vita di tutti i giorni.
Mi auguro che voi possiate sfruttare appieno la potenzialità di questa rubrica inviandomi quesiti e perplessità a cui cercherò di dare la miglior risposta possibile. francesca.zanoni@giudicarie.com

Francesca Zanoni

avvocato francesca ZanoniL'avvocato Zanoni Francesca ha conseguito la laurea presso l'Università degli Studi di Trento – Facoltà di Giurisprudenza nell'anno 2005 con una tesi dal tema: "Tutela dei diritti: le class actions";
Dal 2005 iscritta nel Registro dei Praticanti Avvocati di Rovereto, ha svolto i due anni di pratica forense previsti per legge presso uno studio legale di Riva del Garda, ivi occupandosi di questioni inerenti sia il diritto civile che quello penale. Nel 2006 ha ottenuto l'abilitazione al patrocinio innanzi alle Preture della locale Corte di Appello. Leggi tutto

L'avvocato in un click

Successione ereditaria: la procedura in provincia di Trento. Dalla rubrica l'avvocato in un clic a cura di Francesca Zanoni

tavolare ufficio trentinoNella Provincia di Trento vige il c.d. sistema tavolare di pubblicità immobiliare (dal R.D. 28.03.1929 n. 499). Tale sistema è basato sul principio che la proprietà immobiliare deve essere indicata e trascritta presso il competente Ufficio del Libro Fondiario che determina la pubblicità per i terzi circa il titolare del diritto di proprietà (lo stesso vale per i diritti reali minori: usufrutto, uso, abitazione, servitù, superficie, enfiteusi).
In caso di morte del titolare di tale diritto, il sistema vigente in Provincia di Trento prevede che l'erede o il legatario, pur proprietario degli immobili lasciati in eredità dal de cuius (il defunto) sin dal momento dell'apertura della successione, debba qualora voglia disporre dei diritti successori "far iscrivere il trasferimento a suo nome nel libro fondiario" (art. 3 R.D.).
Dovrà pertanto far iscrivere nel Libro fondiario che quell'immobile ora appartiene a lui (lo stesso vale per i diritti reali minori, come ad esempio le servitù).
In ambito tavolare per ottenere l'intavolazione del diritto di proprietà o altro diritto reale pervenuto a titolo di successione è necessario ottenere un certificato di eredità, ovvero un decreto emesso dal Tribunale (con un procedimento non contenzioso) che certifica quali siano gli eredi o i legatari e le relative quote di proprietà e che costituisce unico titolo valido, unitamente al decreto emesso dal Giudice Tavolare, per iscrivere i diritti mortis causa nel libro fondiario.

Il procedimento per l'ottenimento del certificato si apre con ricorso introduttivo che deve essere sottoscritto personalmente dagli eredi/legatari (o dall'avvocato che li assiste) e che deve essere presentato al Tribunale in composizione monocratica del luogo in cui si è aperta la successione, ossia del luogo di ultimo domicilio del defunto.
Se la successione si è aperta fuori dei territori dove vige il sistema tavolare, la competenza per l'emissione del certificato di eredità spetta al Tribunale in composizione monocratica del luogo in cui si trovano gli immobili del defunto assoggettati al regime tavolare o la maggior parte degli stessi.

I tribunali competenti al rilascio del certificato ereditario nella Provincia di Trento sono: il Tribunale di Trento (Uffici del Libro fondiario di Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Fiera di Primiero, Fondo, Malè, Mezzolombardo, Pergine Valsugana, Tione di Trento e Trento) e il Tribunale di Rovereto (Uffici del Libro fondiario di Rovereto e di  Riva del Garda).
In definitiva "chiunque vanti diritti ereditari", quindi, l'erede in base a successione legittima, l'erede in base a successione testamentaria, il coerede nei limiti della propria quota (in tal caso sarà emesso un certificato di eredità parziale), i legali rappresentanti di minori, interdetti, inabilitati e di persone giuridiche, gli avvocati muniti di procura rilasciata dagli interessati e il Notaio autenticante la sottoscrizione dell'erede, entrambi con delega apposta a margine o in calce al ricorso, possono presentare il ricorso per il rilascio del certificato ereditario.

Il ricorso deve essere sottoscritto personalmente da parte di tutti gli eredi e la relativa sottoscrizione deve essere, autenticata anche da un avvocato (ai sensi dell'art. 474 cod. civ. al ricorso viene riconosciuto il valore di accettazione espressa dell'eredità). Possono chiedere il rilascio del certificato di eredità, se il chiamato ha accettato l'eredità, anche i terzi che vi abbiano interesse.

Ottenuto presso il Tribunale il certificato di eredità, sarà necessario inoltrare apposita istanza tavolare al competente Ufficio del Libro Fondiario.
Sui beni così individuati dovrà essere richiesta l'intavolazione del diritto di proprietà in capo agli eredi sulla quota tavolarmente spettante al de cuius a favore degli eredi/istanti con le quote apparenti nel certificato di eredità, nonché intavolazione del diritto di abitazione/usufrutto a favore del titolare, qualora previsto nel certificato.
Sulla base del certificato di eredità potrà anche essere richiesta intavolazione della cancellazione del diritto di usufrutto/abitazione iscritto a favore del de cuius ed eventualmente estinto.

In base alla domanda, corredata della documentazione richiesta e in conformità allo stato tavolare esistente al momento di presentazione della domanda stessa, il giudice tavolare ordina, previo controllo di validità del certificato di eredità prodotto, l'iscrizione richiesta, mediante emissione del decreto tavolare i cui effetti retroagiscono al momento di presentazione della domanda tavolare.

Sulla base del decreto tavolare firmato dal Giudice sono poi eseguite nel libro maestro le iscrizioni previste ed infine, a completamento del procedimento tavolare, il decreto tavolare viene notificato alle parti ai sensi dell'art. 123 L.T.
Tutta la procedura può essere effettuata anche tramite delegato come l'avvocato che generalmente assiste il cliente in tutto l'iter necessario.