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Fusioni in val Rendena, dopo Strembo Bocenago e Caderzone Terme prove di unione in bassa valle
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- Categoria: Val Rendena
- Pubblicato Domenica, 09 Novembre 2014 19:39
- Scritto da Ettore Zini
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Anche in Rendena è tempo di fusioni tra comuni. Dopo l'annunciata delibera che dovrebbe accorpare sotto un unico municipio i comuni di Strembo, Bocenago e Caderzone, anche Villa Rendena, Darè e Vigo sembrano intenzionati a convolare a nozze per una fusione che intanto interessa almeno i tre comuni della bassa valle. Nella primavera scorsa il sindaco di Villa Rendena, Emanuele Bernardi, aveva tentato, senza successo di avviare un processo di accorpamento tra i comuni da Spiazzo in giù (Spiazzo, Pelugo, Vigo, Darè e Villa). Il tentativo non aveva dato risultati soprattutto per le forti resistenze (e acerrimi campanilismi) che da sempre regnano in quei paesi. Questa sera però è in programma un primo passo che potrebbe sfociare nella decisione di unire i tre municipi di Villa Rendena (1.014 ab.), Darè (259 ab.) e Vigo Rendena (517 ab.).
L'incontro è per le 20.30 nella sala municipale del comune più numeroso. Saranno presenti: l'assessore Carlo Daldoss, il presidente dei comuni trentini Paride Gianmoena, il consigliere provinciale Mario Tonina, con al seguito i funzionari dell'assessorato. L'argomento, ovviamente, è la fusione. E non è escluso che possa scaturire la decisione dei tre consigli comunali di accingersi al grande passo. Nel caso la proposta di fusione sarà poi sottoposta all'attenzione dei cittadini che potranno decidere sul da farsi attraverso il referendum.
Intanto, nella parte alta della valle, si registrano le dichiarazioni entusiaste dei primi cittadini di Strembo, Caderzone e Bocenago, i cui consigli comunali hanno formalizzato la decisione presa all'unanimità, di muoversi nella direzione di un comune unico. Assieme alla precisazione che saranno comunque poi i cittadini a sancire il sì definitivo, all'accorpamento, il sindaco di Bocenago Walter Ferrazza, tiene a precisare che la delibera è comunque condizionata alla riforma istituzionale messa in campo dalla Provincia. "Se sarà confermata – spiega Ferrazza – l'ipotesi di obbligo di gestioni associate per i comuni più piccoli di 2.000 abitanti, non se ne farà comunque niente" . I tre comuni in oggetto arriverebbero, infatti, a una municipalità di poco superiore ai 1.600 abitanti (414 Bocenago, 681 Caderzone, 567 Strembo). Quindi, essendo i tre comuni sotto la soglia prevista dalla Pat, potrebbero "optare" per quest'ultima soluzione. Sia nell'Alta, che nella Bassa valle per sei comuni il dato è stato tratto. Rimangono fuori Pinzolo, Carisolo, Giustino, Massimeno, Spiazzo e Pelugo, di cui si attendono le prossime mosse. (e.z.)




