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20 gennaio: Renzi, «Palazzo Chigi, no, no,no...». 17 febbraio: Matteo, «Accetto l'incarico di formare un nuovo governo». Se vogliono guidare l'Italia, che Matteo e Renzi si mettano d'accordo ...

matteo Renzi - giudicarie.com

Fiumi di parole... cantavano i Jalisse vincendo a Sanremo nel 1997... È febbraio, il periodo è quello buono, Sanremo è alle porte, ma dal "salvatore della patria", dall'"uomo nuovo", ci saremmo aspettati qualcosa di più di parole vacue.  "Mai più larghe intese e via subito alla riforma della giustizia". "Io contro Letta? Una barzelletta ma lui faccia contenti gli italiani, non solo il Pdl". "Con me segretario del Pd Letta sarà più forte". "Enrico stai sereno, nessuno vuole il tuo posto"; "Letta può arrivare fino al 2018, ma facciamo subito legge elettorale". "Palazzo Chigi no, no, no". «Solo passando dal voto popolare». A dire queste cose, con la massima convinzione e determinazione, Matteo Renzi, ora a RaiUno, ora al Corriere della Sera, ora a La7 come al Giornale...

Oggi, dimenticando totalmente tutto quanto detto e ripetuto più volte nell'ultimo mese, Renzi accetta l'incarico di Napolitano di fare un governo.
"Ho ricevuto l'incarico di provare a formare il nuovo governo, ho accettato con riserva per l'importanza e la rilevanza di questa sfida. Immaginiamo un allungamento della prospettiva politica, in questa situazione difficile metterò tutta l'energia e l'impegno di cui sono e siamo capaci. Domani inizieranno le mie consultazioni formali, abbiamo intenzione di lavorare in maniera molto seria sui contenuti. Assicuro al Presidente della Repubblica, alle forze politiche e agli italiani che stanno assistendo a questa crisi di governo che metterò tutto il coraggio, l'entusiasmo e l'energia per uscire dall'emergenza della mia generazione, che è quella del lavoro e della rassegnazione. Metteremo una straordinaria attenzione ai contenuti e alle scelte da fare. La nostra piattaforma prevede entro febbraio un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali e subito dopo, immediatamente, a marzo la questione del lavoro, ad aprile la riforma della pubblica amministrazione e a maggio quella del fisco...".

Tutti ottimi propositi. Ma non era meglio rispettare quello che aveva detto. «Andrò al governo solo dopo il voto» e restituire all'Italia la democrazia, dando spazio alla volontà degli elettori.

Appare talmente elementare che sembra impossibile che non l'abbia capito anche Renzi. Ci deve essere sotto qualcosa...
Vuoi vedere che quello salito al Quirinale non era Renzi, ma un personaggio di Crozza... è la speranza di molti elettori, anche del PD.
Ma no impossibile. Crozza la parte se la studia, e i vecchi discorsi dei suoi personaggi li sa a memoria. Errori così grossolani non li farebbe mai.