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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Valle Rendena, Massimeno – 2012

Massimeno 800

Valle Rendena, Massimeno – 2012.

Simmetrie. Questa fotografia, apparentemente semplice, racconta molte cose interessanti. La sua lettura conduce lo sguardo ora su uno ora sull'altro dei due portoncini. Il sole mette in risalto l'irregolarità dell'intonaco con ombre lunghe che plasmano rapidamente ogni particolare della scena. Subentra però la possibilità di un immediato confronto fra i due elementi che sono stati sistemati dai proprietari dell'immobile proprio per sottolinearne la bilanciata somiglianza. Le cassette delle lettere ai lati esterni con la posta infilata allo stesso modo, i campanelli con citofono fra i due stipiti, i numeri alla destra, a fianco dei capitelli. Il discrimine della specularità è stato posto volontariamente nella lampada che illumina entrambe le aperture.

Le disparità sono facilmente individuabili nella decorazione del primo portale rispetto all'altro costruito ex novo con le stesse misure del primo; nei portoncini in noce che portano differenti motivi decorativi negli intagli, verificabili approfondendo la ricerca sui dati stilistici e con ricerche d'archivio. Poi ci sono i gradini che la leggera salita impone essere in numero differente. Le pavimentazioni ricordano osservazioni già fatte in altre occasioni ma rendono conto dell'accuratezza della realizzazione in quanto quella vicina alla casa è nel classico granito locale, mentre il manto stradale è in porfido proveniente con ogni probabilità dalle cave della lontana Valle di Cembra.

L'incanto di questa immagine resta pur sempre quella particolare luce radente che ha il potere di mostrare, per pochi attimi, un mondo che è sempre sotto i nostri occhi, basta saperlo cogliere quando si offre.