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Cimego, accolte due famiglie di profughi. A supportare l'inserimento Caritas, Croce Rossa e Cinformi

B-6923-cimego

BORGO CHIESE. Da sabato scorso una famiglia nigeriana composta da papà, mamma e due bambini di due anni e sei mesi, ha trovato casa e accoglienza nel quartiere di Quartinago a Cimego. Parlano solo inglese e a fare da tramite e supporto la Caritas, Croce Rossa e Cinformi. Questa situazione rispecchia sostanzialmente il momento di emergenza che tutta l'Italia e anche il territorio trentino stanno vivendo, e potrebbe avere un carattere piuttosto provvisorio. Lo scorso venerdì 24 marzo comunque a Cimego già si erano incontrati per definire il da farsi i dirigenti di Cinformi Ivana Riccadonna, Claudia Di Dino, Silvia Volpato e il referente della Croce Rossa di Trento Daniele Cuomo. All'incontro erano presenti, fra gli altri, i referenti della Croce Rossa locale Ettore Fornasari, della Caritas decanale Augusto Moiola, don Vincenzo Lupoli, il maresciallo dei carabinieri Giovanni Granieri e il comandante della polizia locale Stefano Bertuzzi.

Ma su l'arrivo dei richiedenti asilo a parlare è il sindaco di Borgo Chiese Claudio Pucci.
"In merito all'arrivo di quattro richiedenti asilo nell'abitato di Cimego tengo a precisare che ho ricevuto una telefonata da parte della dott.ssa Ivana Riccadonna del Dipartimento della salute e della solidarietà sociale, che mi avvisava in quanto sindaco di questa amministrazione che la Provincia aveva ottenuto un immobile di proprietà privata a Cimego da destinare all'accoglienza di quattro profughi.
Mi è stato riferito che l'arrivo di queste persone sarebbe stato accompagnato da un progetto articolato di accoglienza seguito da Cinformi, il Centro informativo per l'immigrazione della Provincia.
Rammento che si tratta in sostanza di un accordo intercorso tra un privato e la stessa Provincia di Trento di cui l'amministrazione di Borgo Chiese è stata messa a conoscenza.
In questi frangenti come amministrazione abbiamo cercato subito di raccogliere informazioni precise per poter mettere in campo tutte quelle azioni che avrebbero permesso un corretto e utile inserimento nella nostra comunità di questi nuovi ospiti.
Di fatto lo scorso 13 marzo con l'assessore agli Affari Sociali Cristina Faccini ci siamo recati presso gli uffici di Cinformi a Trento per incontrare il dirigente Luigi La Spada e i suoi collaboratori e avere notizie più dettagliate in merito. Qui tra l'altro ci è stato riferito che l'inserimento avrebbe riguardato due coppie di sposi e sarebbe stato in capo alla Croce Rossa. In questa occasione ho chiesto che venisse fatto un incontro sul territorio con le istituzioni vocate alla sicurezza e con le associazioni che si occupano di solidarietà. Lo scopo era quello di avere maggiori informazioni possibili e corrette riguardo alle modalità dell'inserimento e allo sviluppo del progetto stesso.
(a.p.)