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Darzo, domani l'ultimo saluto a Marco. Oggi commozione e dolore nella camera mortuaria allestita alla Casa di Riposo

FOTO MEMORIA Marco Bindo 1 

DARZO. Si svolgeranno alle 15,30 di domani (giovedi 29 marzo) a Darzo i funerali di Marco Bindo deceduto ieri l'altro a seguito una caduta, presumibilmente avvenuta lungo la tromba delle scale tra primo e piano terra, durante una ricognizione lavorativa effettuata all'interno dell'edificio ex Barambana tra Storo e Darzo. Un destino amaro non solo per moglie e figli ma per quant'altri avevano rapporti e amicizia con lo sfortunato ingegnere. Per tutta la giornata di oggi una interminabile coda di gente si è incamminata presso la camera mortuaria della casa di riposo Villa San Lorenzo di Storo dove la salma di Marco è stata composta. Un andirivieni continuo di amici e conoscenti che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ai famigliari. Da queste parti Marco era molto conosciuto come anche nella sua Rendena e zona di Tione. Assai apprezzata e stimata anche la moglie Roberta , con la quale aveva avuto due figli ora in età scolastica e che da anni lavora come impiegata in uno dei vari uffici dislocati presso l'ospedale di Tione. Roberta, inoltre, di sofferenze famigliari già se ne portava dietro da quando era bambina considerato che all'epoca l'amato papà Narciso aveva perso la vita pure lui sul lavoro.
L'ingegnere che aveva compiuto 46 anni , era originario di Pinzolo dove con il fratello Franco aveva studio e sempre nel capoluogo d'alta Rendena era stato per il passato impegnato non solo in ambito istituzionale ma anche quale responsabile locale del settore rifugi e bivacchi nonché membro del Soccorso alpino.

Sul fronte delle indagini dettagli e particolari restano quelli già annunciati ieri dagli inquirenti. I rilievi espletati da parte degli ispettori del lavoro , carabinieri di Pieve di Bono e Storo supportati dal corpo di polizia locale ,sembrano al momento confermare che le circostanze che hanno determinato la disgrazia , dove peraltro non ci sono testimoni, siano quelle già anticipate e cioè che il professionista, per verificare delle misure, abbia perso l'equilibrio e sia caduto di spalle riportando a sua volta gravi lesioni con conseguente emorragia interna. Poi più tardi il ritrovamento e relativi soccorsi verificatesi però inutili ." Al momento – avvertono sia il comandante della Compagnia carabinieri di Riva del Garda capitano Marcello Capodiferro che il numero uno del corpo di polizia locale Stefano Bertuzzi– sono gli ispettori provinciali del lavoro a espletare le verifiche del caso ed eventualmente chiederne il sequestro del caseggiato sul quale però ora sembra non vi siano orientamenti in tal senso ".

La struttura, che stava per essere sottoposta ad interventi migliorativi studiati e progettati dallo stesso Bindo, ora potrebbe subire anche dei comprensibili ritardi precauzionali circa l'inizio dei lavori che, almeno preventivamente , sarebbero dovuti iniziare ora per poi essere ultimati a dicembre. Questi erano gli intendimenti dei Berardi, da poco proprietari dello stabile, all'interno del quale è prevista la trasformazione utile a ricavare un rinnovato ristorante – pizzeria.