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L'ennesima abbuffata dell'orso. Ad Agrone per la seconda volta in poche settimane

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Passano i giorni, aumentano le polemiche e i dibattiti tra animalisti e non, ma non tende a placarsi la "fame" dell'Orso che, per la seconda volta in poche settimane, ha colpito nuovamente in Valle del Chiese. Due pecore morte ed ingenti danni alla recinzione. È questo l'ennesimo spiacevole resoconto dei danni che il plantigrado ha causato nella notte tra domenica e lunedì scorso all'azienda agricola dei Fratelli Armani (Ermanno e Walter) di Agrone, frazione del Comune di Pieve di Bono-Prezzo.
Dopo la razzia compiuta a metà luglio il plantigrado ha fatto un'altra volta "colazione" nell'azienda agricola situata poche centinaia di metri sopra l'abitato di Agrone.
«È la quarta volta che l'orso fa visita alle nostre strutture – commenta incavolato Walter Armani. La seconda volta in poche settimane il che significa aver perso ben sette pecore e vivere quotidianamente con la paura di perderne altre. Siamo stufi e pretendiamo che il Parco Adamello Brenta, assieme agli enti competenti, prenda rapidamente le contromisure necessarie per evitare che accadano altri simili episodi. Non è possibile continuare vivendo una situazione simile, afferma ancora Armani. Sta diventando una barzelletta che sinceramente fa ridere solo i funzionari pubblici ai quali poco interessa le sorti degli agricoltori colpiti. Tra poco più di un mese - conclude un amareggiato Armani – rientrano a Valle le mucche che al momento, fortunatamente, sono in altura per la stagione estiva. Cosa devo fare per metterle in sicurezza? Predisporre il soggiorno di casa?»
Il plantigrado quindi, nel giro di poche settimane, si è spinto fino a Valle, a poche centinaia di metri dalle abitazioni di Agrone creando preoccupazione nei residenti che ogni giorno percorrono le stradine di montagna ma anche negli abituali turisti che, nei mesi estivi, salgono in Valle del Chiese per trascorrere qualche giornata di relax in montagna. Relax che, soprattutto nell'ultimo periodo, è reso instabile dalla "questione Orso" alla quale, al momento, non ci sono ancora rimedi concreti che possano mettere fine a questa delicata questione.

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