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Nella bianca chiesetta di Limes, il vescovo Lauro celebra la Messa per Valdaone di sorride nel ricordo di Fabio, Federico e Dario

Messa a Limes foto di Marco Gualtieri

Una celebrazione nel cuore della Val di Daone dai tanti significati quella di ieri a Limes, una Madonna della Neve che si conferma cara agli abitanti della vallata ma quest'anno anche dal significato particolare: la comunità ha voluto celebrare "Valdaone ti sorride", il progetto che dallo scorso anno regala una breve vacanza e l'accoglienza di una comunità intera alle famiglie i cui bambini sono in cura presso il centro di protonterapia di Trento. Si è celebrata la tenacia della vita con chi sta affrontando un momento duro e si sono ricordate le vite piene e gioiose di Fabio e Federico, i due ragazzi scomparsi lo scorso anno, quella operosa di Dario, amministratore e volontario morto mentre dedicava il suo tempo alla comunità. "Oggi vogliamo dare rilievo al senso del ritorno come valore aggiunto a questa esperienza progettuale, un ritorno alla speranza dopo aver superato la paura della malattia, la paura di morire e a volte anche quella di vivere – ha introdotto la manifestazione la sindaco Ketty Pellizzari - L'energia della fratellanza e della solidarietà che ci avete donato rappresenta un'incalcolabile risorsa, un capitale sociale che dà profondità all'identità di una comunità, dona linfa per il futuro e spinge via il senso di marginalità dei nostri territori". E sul lato umano delle cose e degli eventi ha centrato la sua omelia il vescovo Lauro, nella suggestiva cornice della Valle di Daone, col cielo plumbeo ma una platea in attento ascolto: lontana dal scintillio spesso ingannevole delle vite digitali, il lato umano degli eventi con emozione e i sentimento ha dimostrato in numerose occasioni di prevalere nella comunità valdaonese, nei momenti belli e in quelli difficili.

Vescovo Lauro a Valdaone foto di Marco Gualtieri

Alla sindaco Pellizzari l'onere di ricordare i momenti duri superati da una comunità unita: "Oggi Federico, Fabio e Dario ritornano nei nostri cuori, perchè da lì non se ne sono mai andati – ha ricordato i lutti recenti, ancora vivi nei ricordi della gente - Tornano insieme ai sorrisi e ai ricordi delle persone care che noi tutti abbiamo dovuto salutare nel nostro cammino".
Un violento temporale ha costretto il pubblico a mettersi al riparo, mentre Nuvola, Pro loco di Daone, vigili del fuoco volontari, soccorso alpino e i volontari del 118 nell'ampio spazio di Pracul garantivano il proseguire della manifestazione. Nonostante pioggia e raffiche di vento facessero temere il peggio, hanno vinto l'organizzazione e la generosità dei volontari che, bagnati fradici ma sempre sorridenti, hanno affrontato un meteo davvero ostile e garantito la festa per tutto il giorno. Senza retorica il ringraziamento, a loro, dell'amministrazione comunale: "E' un giorno di comunità e non doveva essere altro: il primo grazie va quindi a tutte le associazioni coinvolte, che sono lo scheletro sociale delle nostre comunità, la linea di demarcazione tra un paese di montagna e un dormitorio".