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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Daone, l'orto, 2012 - Antica necessità e nuova passione

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Daone, l'orto, 2012

Antica necessità e nuova passione.

Tenere un orto in ordine, la terra dissodata, libera da erbacce, ben ingrassata, con i trapianti giusti, le varie specie di insalate, di pomodori, di melanzane, di fagioli, carote, patate, libero da parassiti dannosi, ma accogliente per le api, è un vero e proprio impegno.
Poi c'è chi vuole qualche cosa in più e verso il muro soleggiato, pianta qualche pruno o albicocco, ma anche una sponda di fiori rampicanti, o come nei filari lungo la recinzione, le dalie, i giacinti e i gigli, per il cimitero o per l'altare della parrocchiale. La posizione è fin troppo soleggiata, ma è stemperata dall'ombra di una siepe di rosmarino e salvia che profumano l'aria anche per i passanti, mentre un ronzio sommesso fa sentire la voce dei suoi piccoli abitanti.
Gli orti oggi sono un utile e sano piacere e, per chi li possiede, un rinnovato legame alla terra.

Dedico questa immagine all'amico Giuliano che con la sua passione mi ha fatto riflettere quanto sia prezioso oggi un orto.