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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Lodrone, Palazzo Bavaria, 2013.

Lodrone Floriano Menapace

"Il paesaggio contiene, piuttosto, già nella sua realtà immediata, un elemento affine all'arte, un tratto di autosufficienza e di intangibilità, con il quale ci libera interiormente, scioglie le nostre tensioni, ci trasporta oltre i limiti di un destino momentaneo, ..."

G. Simmel, Saggi sul paesaggio (a cura di M. Sassatelli), Armando Editore, Roma 2006, p. 96.

Il cinquecentesco palazzo fortificato dei conti Lodron, sede per molti anni del dazio, mantiene nel restauro le sue severe caratteristiche architettoniche, stemperate, ora, da un uso pacifico. Il positivo contrasto tra le strutture antiche del palazzo, con gli scuri con i colori araldici dei Lodron e il confortevole piumino steso all'aria, permettono, dopo la prima fugace occhiata, di approfondire diversi temi, da quello storico a quello della quotidianità contemporanea, da quello di un buon restauro a quello fotografico ed estetico.

La fretta ci fa diventare tutti più ignoranti, non ci permette di approfondire le nostre visioni, è offensiva verso coloro che propongono letture esaurienti dei possibili temi insiti nell'immagine, consuma il tempo vanamente e non consente la trasmissione del sapere.