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Cittadini del Mondo

Da alcuni anni, presso la Comunità delle Giudicarie, è attivo un gruppo di lavoro composto da persone provenienti da vari Paesi e da alcuni volontari che, alla luce del Piano sociale di Comunità, si ritrova a scadenze programmate per approfondire aspetti relativi al tema della convivenza e della vicinanza tra culture e condividere alcune iniziative.
Quest'anno il gruppo si è impegnato per costruire, con la collaborazione della stampa, uno spazio di informazione su questioni che possono essere di interesse non solo delle persone straniere ma di tutti i cittadini delle Giudicarie.
Questa rubrica, nata grazie alla disponibilità di Matteo Ciaghi e di Giudicarie online, è un primo risultato del nostro lavoro e speriamo possa rappresentare un piccolo contributo per una positiva convivenza di tutti i Cittadini del mondo nella nostra comunità.

Comunità delle Giudicarie, la presenza degli stranieri nella stampa locale. Incontro con i giornalisti

cittadini del mondo

Alcuni anni fa, su iniziativa della Comunità di Valle, si formò un gruppo di lavoro per rendere visibile la presenza degli stranieri nella stampa locale.
Ci vollero alcuni incontri per capire che non era il caso di dar subito luogo a qualche pubblicazione, senza aver letto prima alcuni articoli di giornali e di riviste locali di qualche settimana o mese sull'immigrazione.
Fu prodotta una raccolta di articoli che fu catalogata per argomenti. La lettura occupò parte del tempo degli incontri e da parte di alcuni si accettò volentieri l'impegno di continuare il lavoro a casa.
A parer mio un primo traguardo era stato raggiunto, dal momento in cui queste persone avevano trovato tempo e voglia di sfogliare, leggere e scegliere le notizie da riferire al gruppo con qualche nota critica. Fu una specie di rassegna stampa mirata che fece scoprire ai partecipanti quanto fosse superficiale, se non assente, la presenza di idee, temi, informazioni che avrebbero potuto mettere in evidenza aspetti interessanti della vita degli stranieri.
Si scopriva che la notizia era data mai dai diretti interessati, ma che era sempre una terza persona ovvero il giornalista che riferiva per sentito dire. Da qui l'esigenza di rendersi protagonisti di scritti che mettessero in luce problematiche legate alla loro esistenza.
I presenti avevano vissuto sulla loro pelle l'emigrazione e tutti davano prova di saperne una pagina più del libro. E fu così che si sviluppò un intreccio fra lo studio fatto e l'esperienza reale d'ognuno. Gli incontri si susseguirono e l'immigrato raccontò a ruota libera viaggi della speranza, vicissitudini incontrate in Trentino, le prime difficoltà dovute all'incipiente crisi.
L'esperienza si connota come esperienza positiva, in quanto finalmente il gruppo scopre che non c'è soltanto l'intervento assistenziale, che non va sottovalutato, egregiamente svolto da alcune associazioni, ma che esistono processi di integrazione e di partecipazione attiva di ordine culturale che fanno crescere le persone nel campo dei diritti e dei doveri che riguardano in modo specifico i cittadini stranieri. Il gruppo prevede uno spazio di approfondimento sugli usi e costumi della zona, ma sottolinea l'importanza di dedicare altrettanto spazio alle culture d'origine.
Vengono così pubblicati storie di vita in qualche giornalino parrocchiale e altre notizie nei principali quotidiani locali. Peccato che l'esperienza è "recisa" dopo due anni in quanto la Comunità di Valle non può disporre della Coordinatrice (un' Assistente Sociale) del progetto, pur essendo un progetto senza altri costi per la Comunità.
Il lavoro è ripreso in questi giorni, con un gruppo di persone che è più agguerrito che mai , perché anche molti stranieri sono caduti nell'indigenza.
Fra di loro ce ne sono parecchi che vivono in Trentino da alcuni decenni, con bambini che frequentano le scuole trentine di qualsiasi ordine e grado. Pur riconoscendo che ci sono oggettive difficoltà fra gli stessi Trentini, con garbo, ma anche con fermezza, hanno affermato che loro sono venuti ed hanno svolto con impegno il loro lavoro, spesso quello rifiutato dagli Italiani e che hanno regolarmente pagato le tasse. Anche se non nei termini esatti, si avverte che vogliono esprimere un concetto al quale anni orsono diede voce lo scrittore svizzero, Max Frisch: "Abbiamo chiesto delle forze lavorative e ci sono arrivati delle persone". Cosa significa tale affermazione? Si lascia intuire, ma è opportuno al giorno d'oggi spiegare che non si può far venire un uomo soltanto in quanto forza-lavoro, ma un uomo con tutta la sua personalità, i suoi bisogni e la sua cultura.

Giovanni Assenza (volontario del gruppo)