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Mar12182018

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Su per le montagne... questa giornata entrerà nella storia

queste giornata entrerà nella storia 1Ci sono giornate che per la loro intensità, per le emozioni, per la singolarità, per la bellezza dei luoghi, per la compagnia, per l'amicizia nata... rimangono nella nostra mente quasi fossero scolpite sulla roccia e il loro ricordo ci accompagna per molti anni, o forse per sempre.

Un nonno saggio diceva al ritorno di una memorabile giornata nella splendida val Genova ("nel suo regno") a raccogliere radicchio dell'orso...: "questa giornata entrerà nella storia...".

E probabilmente aveva ragione. Per raccogliere i racconti di queste giornate indimenticabili nasce "Su per le montagne", una rubrica che vuole proporre le esperienze, le sensazioni le emozioni di giornate memorabili, in montagna...

Spes Ultima Dea al Crozzon di Brenta. La nuova via di Alessandro Beber e Gianni Canale

35 Due che non perdono mai la speranza

I ricordi cominciano a sfumare, ma se non sbaglio le cose sono andate all'incirca così...
Nell'agosto 2012, nell'ambito del progetto "Dolomitiche - opere d'arte a cielo aperto", ci eravamo accordati per un'uscita sulla via Emi al Castello di Vallesinella ( https://www.youtube.com/watch?v=5KJjA8xIYBk ), ma poi all'ultimo momento Franco Cavallaro, il protagonista, era stato bloccato da un impegno... così con l'amico Gianni Canale, alias la forza della Natura, avevamo una giornata libera da riorganizzare!
Tempo prima avevo adocchiato una linea molto attraente sul Crozzon di Brenta, ma la possibilità che non fosse già percorsa da altre vie sembrava assolutamente improbabile, per cui proposi di andare in perlustrazione...
Sapevamo dell'esistenza di un paio di vie in quella zona della parete, la "Via del friend perso" e la via "Los Angeles", ma non avevamo informazioni precise sul loro tracciato.
Quel giorno ci alzammo per sette lunghezze di corda senza trovare segni di passaggio, su roccia fantastica e difficoltà tutto sommato abbordabili, quindi giù in doppia con il morale alle stelle. Neanche un mese dopo eravamo di nuovo alla base, pronti a proseguire: questa volta però trovammo subito un paio di chiodi e un exentric incastrato sui due tiri successivi (a tutt'oggi non abbiamo capito a quale via appartengono...), ma decidemmo di proseguire comunque verso il magnifico pilastro giallo della parte alta.
Qui le cose diventano più serie, ma con un po' di fortuna a fine serata avevamo trovato la strada verso l'alto, aggirando con un paio di spettacolari traversi le zone più repulsive. Sapevamo che ormai un'altra giornata sarebbe stata sufficiente per concludere la via, ma l'arrivo dell'autunno sentenziò la fine della stagione.
Nel 2013 per qualche ragione non ci fu modo di riunire la cordata, così come nel 2014... e anche il 2015 non ci portò fortuna... La via sul Crozzon era sempre lì nella nostra testa, ma le telefonate che ci scambiavamo con Gianni servivano solo a prendere consapevolezza che ottenere un appuntamento con il diavolo sarebbe stato più semplice. I nostri pochi buchi liberi da impegni famigliari e lavorativi non combaciavano mai.
Nel 2016 giuriamo solennemente di riunirci entro l'anno, e ci riusciamo in extremis a fine settembre: quattro anni dopo la nostra scalata è finalmente conclusa, a dimostrazione del fatto che la speranza è l'ultima a morire !!

In quest'estate del 2017 siamo tornati a godercela, ripetendo la via per intero e liberando un paio di lunghezze dove in apertura ci eravamo appesi per chiodare.
Bisogna dire che la pazienza messa in campo è giustificata, perché la via è semplicemente stupenda: varia, continua, impegnativa al punto giusto, su roccia "titanica", come direbbe Gianni.
Quel paio di lunghezze centrali dove abbiamo trovato dei segni di passaggio forse potevano essere modificate ed evitate con delle varianti, ma alla fine abbiamo deciso di dare la precedenza alla logica del tracciato, mantenendo quella che ci sembrava la linea più ovvia per raccordare la parte bassa alla parte alta.

Auguriamo ai ripetitori buon divertimento e ringraziamo di cuore Corrado & Pia del rifugio Casinei e tutta la famiglia Leonardi del rifugio Brentei per la sempre magnifica accoglienza !

Alessandro Beber ringrazia gli sponsor Millet, Scarpa e Rock Empire

31 In partenza su L16 

27 roccia rossa lavorata a gocce 

20 Gianni in uscita dal tetto del 15tiro 

 

"SPES ULTIMA DEA"
Crozzon di Brenta - Parete Est/Nord-Est
810m, 7°+
A.Beber & G.Canale in 3gg sparse tra il 2012 e il 2016

relazione spes 3

Accesso: dal rifugio Brentei prendere il sentiero Martinazzi, seguirlo fino quasi all'attacco dello spigolo nord del Crozzon, poi abbandonarlo e salire sulla destra il ghiaione con tracce di sentiero in direzione dei due massi appoggiati che individuano la partenza della via Aste. (50 minuti)
Attacco: Partenza all'estrema sinistra della caratteristica volta bianco-gialla in corrispondenza dell'inizio di una cengia che si estende verso destra, 50 m a valle degli enormi massi appoggiati che individuano la partenza del diedro Aste. Ometto alla base.

1 tiro:
Salire la fessura gialla per 5-6m fin sotto il tetto, poi uscire a sinistra su placche grigie (2 chiodi a 50 cm uno dall'altro), dal secondo chiodo alzarsi in obliquo verso destra (passo chiave) fino ad una fessura, risalirla pochi metri poi attraversare ancora a destra in placca; quindi raggiunta una fessura diedro si sale diritti fino alla sosta.
30 m, VII, sosta 2 chiodi con cordino.
2 tiro:
Dalla sosta salire diritto per un diedro/fessura poi verso destra per facili rocce fino alla cengia con spuntone non attrezzato 5 metri a destra del grande pulpito (sul pulpito c'è una sosta attrezzata per la calata).
60 m, IV+, sosta su spuntone da attrezzare.
3 tiro:
Salire diritti per alcuni metri sopra la sosta con spuntone (traversare 5 m a destra se si utilizza la sosta sul pulpito) per bellissima placca nera, poi leggermente a sinistra (chiodo con cordino giallo), poi diritti, sempre per placca nera leggermente strapiombante, in direzione di un altro chiodo con cordino giallo, dal chiodo leggermente verso destra in direzione di un altro chiodo segnalato con cordino rosso, poi tornare nuovamente a sinistra (chiodo aggiunto in discesa), e quindi dal chiodo a destra per risalire un diedro aperto e poi andare verso destra fino alla sosta.
55 m, VII, sosta 2 chiodi con cordone.
4 tiro:
Dalla sosta salire leggermente a destra e poi diritto per placche grigie fessurate, poi per un diedrino e poi ancora per placche fino alla base di una fessura tra il giallo e il nero che obliqua verso destra.
45 m, V, sosta 2 chiodi con cordone.
5 tiro:
Dalla sosta salire diritti per la fessura strapiombante fino al suo termine su un terrazzino (circa a metà dado incastrato).
25 m, VI+, sosta 3 chiodi.
6 tiro:
Dalla sosta spostarsi 5 metri a sinistra sulla cengia poi diritti in placca fino ad un tettino, obliquare verso sinistra fino ad un chiodo segnalato con cordino rosso, poi ancora leggermente a sinistra fino ad una clessidra segnalata con cordino rosso, poi diritti per fessure fino alla sosta.
55 m, VI+, sosta 3 chiodi (sosta in comune con via preesistente che arriva da sinistra).
7 tiro (in comune con via preesistente, trovato un excentric):
Dalla sosta, ascendente verso sinistra prima per facili gradoni fino ad arrivare in cima ad un pulpitino (30 m, III, possibile sosta intermedia su spuntone), poi prendere una fessurina prima diritta e poi verso sinistra (un excentric incastrato) fino ad aggirare lo spigolo.
55 m, V, sosta 2 chiodi non buonissima, da integrare con friends.
8 tiro (in comune con via preesistente, trovati 2 chiodi rossi):
Dalla sosta salire diritti per fessura fin sotto uno strapiombo (chiodo trovato), poi a sinistra fino ad un'altra fessura (altro chiodo trovato) e poi diritti fino a sbucare su terreno facile, dove si prosegue per una ventina di metri.
60 m, VI, sosta 2 friends.
9 tiro:
Dalla sosta per facili roccette verso sinistra, poi si ritorna leggermente a destra per placche fessurate e caminetti neri fino sotto un colatoio nero.
60 m, V, sosta su 1 chiodo nascosto alla base e a destra della colata nera sotto lo strapiombo.
10 tiro:
Dalla sosta diritto per la colata nera, poi in ascesa verso sinistra si salgono le placche nere fessurate fino alla cengia che separa la parte alta del pilastro d'Artagnan.
50 m, V, sosta 2 friends.
11 tiro:
Dalla sosta si traversa a sinistra sulla cengia fino alla base del pilastro strapiombante.
30 m, II, sosta 2 chiodi (probabile sosta in comune con Los Angeles che da qui sale diritta nel diedrone giallo).
12 tiro:
Dalla sosta salire diritti il primo pilastrino, poi leggermente a sinistra su un pulpito (spuntone con cordone), poi alzarsi in placca traversando a sinistra fino ad un chiodo, dal chiodo traversare orizzontalmente a sinistra (passo chiave) fino alla base del diedro, risalirlo completamente (a metà un chiodo prima di un pilastro delicato) fino al suo termine che forma un pilastro staccato.
60 m, VII, sosta su spuntone.
13 tiro:
Dalla sosta alzarsi 5 metri fino ad un chiodo malsicuro, quindi iniziare a traversare orizzontalmente verso destra (1 dado incastrato) fino ad aggirare lo spigolo (1 ch nella nicchia), aggirato lo spigolo salire diritti fino ad un buon chiodo e superare lo strapiombo con roccia delicata, poi per rocce più facili raggiungere la sosta alla base del grande diedro rosso.
35 m, VII+/VIII-, sosta 1chiodo e 2 friends.
14 tiro:
Dalla sosta salire diretti il fantastico diedro rosso fino al terrazzino sommitale.
30 m, VI-, sosta 2 chiodi.
15 tiro:
Dalla sosta salire in leggero strapiombo per placche gialle fino ad un chiodo arancione non buonissimo (tratto difficile), poi alzarsi a desta per un paio di metri (chiodo nascosto in un buco) e poi salire obliquando leggermente verso destra la parete strapiombante rossa con buoni appigli fino a raggiungere un diedro: salirlo quasi completamente, quindi pochi metri prima dello strapiombo che sbarra l'uscita uscire a sinistra su un terrazzo.
45 m, VII+, sosta 2 chiodi.
16 tiro:
Dalla sosta salire prima diritti (ch), poi spostarsi un paio di metri a destra e puntare alla nicchia sotto lo strapiombo (2 ch), superare lo strapiombo sulla destra e salire alcuni metri diritti fino ad un riposo, da li piegare leggermente a sinistra in direzione di un diedro bianco (clessidra cordonata, possibile sosta), quindi alzarsi ancora qualche metro fino ad un diedro rosso.
30m, VII+, sosta su 1 chiodo + nut o friend piccolo
17 tiro:
Alzarsi verso destra per placche fino ad un'enorme clessidra, quindi alzarsi ancora obliquando verso destra dove la parete diventa leggermente più appoggiata.
30m, VI, sosta su 1clessidra con cordone + friend (*possibilità di unire L16 e L17 prestando molta attenzione agli attriti delle corde)
18 tiro:
Dalla sosta salire diritti per belle placche (pochi metri a sinistra di un diedro-camino che esce a destra) fino alla base di uno strapiombo che si supera senza eccessive difficoltà verso sinistra, per poi proseguire diritti sulle belle placche fessurate che sbucano in vetta al Pilastro d'Artagnan, pochi metri a destra rispetto all'uscita del Diedro Aste.
55 m, VI, sosta su spuntone o friends.

Discesa: Usciti dalla via attraversare su cengia a sinistra faccia a valle ed abbassarsi qualche metro fino a prendere la prima doppia in cima al tratto chiave del camino della via dello spigolo nord. Con due doppie, la prima da 50 m e la seconda da 60m giusta, si arriva alla cengia sotto.
Spostarsi ancora a sinistra faccia a valle ed abbassarsi qualche metro su roccette facili fino ad una grande clessidra cordonata, da li doppia da 25 metri fino alla cengia sottostante, altra doppia da 60 m nel canale su clessidra formata da un grosso masso incastrato fino alla grande cengia che percorre tutta la parete ovest del Crozzon. (con la doppia da 60 non si arriva direttamente sulla cengia ma a pochi metri su facili roccette – possibilità di smezzare la doppia nel canale con una sosta intermedia sulla sinistra faccia a valle). Dalla grande cengia ci sono due possibilità: la prima (quella consigliata) percorre tutta la cengia verso sinistra (in direzione della bocca dei camosci) fino a prendere le ultime due doppie attrezzate da Piergiorgio Vidi sulla ovest del Crozzon e arrivare sopra il tratto attrezzato della ferrata Martinazzi, da qui per sentiero fino al Brentei (2,30 - 3,00 ore); la seconda percorre la grande cengia prima sempre a sinistra fino dove ti permette di tornare verso destra e abbassarsi nella sottostante cengia e portarti nuovamente sulla via dello spigolo nord. Da qui con due doppie da 60 m si arriva alla base dello spigolo nord.
(i tempi di percorrenza sono più o meno gli stessi, ma la prima soluzione è sicuramente più sicura sia dal punto di vista della caduta sassi che per la problematica di incastrarsi le corde.
Materiale consigliato per una ripetizione: 1 serie completa di friends dal 0.3 (blu piccolo BD) al n.3 (blu BD) + 1 seconda serie dal 0.3 al n.1 (rosso BD) + 1 scelta di nuts + martello e qualche chiodo per sicurezza.
Note: *la via è attrezzata per un eventuale rientro in doppia fino al 6°tiro.
**in caso di necessità, dalla cengia dell'11°tiro è possibile uscire facilmente verso destra fino a raggiungere lo spigolo del Crozzon (100m circa).
***la via è fantastica, buon divertimento !!

33 Mare di nuvole per naviganti daltura