A Storo, il Sentiero archeologico alla Bastia sarà arricchito con statue lignee legate alla storia e leggenda del luogo
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- Categoria: Storo
- Pubblicato Mercoledì, 09 Novembre 2016 16:58
- Scritto da Aldo Pasquazzo
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STORO. "Dalla prossima primavera il Sentiero archeologico della Bastia, a monte di Storo, sarà arricchito dalla presenza di statue lignee raffiguranti soggetti legati alla storia e leggenda del luogo". Ad annunciarlo è Loretta Cavalli, vice sindaco del comune di Storo, che in una sua nota, riportata a pagina 53 del Bollettino comunale, parla di questo e di altro ancora.
L'assessora , affiancata come suo solito dalla collega Ersilia Ghezzi, fa anche sapere che " per rendere il percorso ancora più interessante si è pensato di corredare le opere con una didascalia la cui descrizione - curata dal Circolo pensionato del Voi - farà da traccia".
Il percorso è quello dislocato in prossimità del colle di San Lorenzo nei pressi di malga Bes, ora casa degli alpini. Quest'ultime, distanziate tra loro, saranno fissate in modo da non facilitarne l'asportazione.
Thomas Zocchi, Bruno Manzoni, Vigilio Gelpi , Mario e Teodoro Brugnoni (gente che assieme ad altri ha contribuito fare grande la locale sezione Cai) sono coloro che da settimane stanno lavorando per la creazione delle statue. "Quella che state per vedere - dice Teodoro Brugnoni mentre sta rifinendo quel suo capolavoro - è una Guardia del 1400. Il tronco di larice ci è stato fornito dal Comune e la statua risulta alta 1 metro e 80 il cui peso è di circa 2 quintali ". Teodoro Brugnoni è non solo un hobbysta ma un artista vero. Lui, a differenza degli altri amici alle prese, è una vita che lavora il legno di professione. Già negli anni 90', in occasione dei Convegni Legno di Storo aveva realizzato dei logo che andavano a ruba. Prima ancora, assieme ai fratelli, si era fatto le ossa lavorando da Bepi e Demetrio Zontini. Lo stesso moderatore Roberto Bencivenga, allora conduttore di Tg 1 Economia, ne aveva esaltato il lavoro.
" La Guardia in gestazione - risponde - comporta un certo tipo di lavoro anche dal fatto che è mia intenzione di renderla il più possibile simile alle guardie dell'epoca anche per quanto concerne le fessure naturali esistenti nel blocco".
Le altre statue dovrebbero raffigurare un soldato in quota mentre sta esplorando con binocolo ( Vigilio Gelpi), oppure Garibaldini o la Giana de Cerè. " Su quest'ultima - specifica meglio lo storico e docente Gianni Zontini - si tratta di una leggenda che veniva raccontata ai tempi di quando si faceva filò. Se noi approfondiamo uno scritto della compianta collega Fiore Mezzi su la Giane e Diana de Cerè si ricava qualcosa che va oltre. Erano considerate donne differenti ed ostili verso di loro perché brutte e pelose ma che poi diventavano bellissime tanto da incantare gli uomini che proprio non resistevano al loro fascino".