CORO SAT E SOSAT. La nostra "World Music" è questa! Da "La Musica sei Tu" di Kimbo Ina Vellocet
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- Category: La musica sei tu
- Published on Tuesday, 25 February 2014 07:59
- Written by Kimbo Ina Vellocet
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Nella serata di sabato 15 febbraio 2014, i Cori Sat e Sosat superando antichi pregiudizi e polemiche si sono alternati per la prima volta sullo stesso palcoscenico del Teatro Auditorium di Trento, al fine di restituire ulteriore importanza e sostanza al patrimonio della canzone popolare alpina.
Il successo è stato pieno e travolgente, alla stessa maniera come si verifica per i concerti che i due cori "esportano" in tutto il mondo, a pregio ed orgoglio del Trentino e dell'Italia.
Ma che cos'è il canto popolare, al quale affidano le loro attenzioni artistiche il Coro Sat e il Coro Sosat unitamente ad altri numerosissimi cori di montagna ...
Innanzi tutto occorre evitare l'equivoco, molto diffuso, di identificare in tutto e per tutto il canto popolare con il repertorio espresso dai "cori di montagna"...
La vocalità "di montagna" come noi la conosciamo è generalmente espressione di numerose canzoni di estrazione "popolare", ma spesso anche di canzoni scritte appositamente da autori, in cui compare un testo e una scrittura musicale completamente voluta.
Il "canto popolare" invece non è nato come opera di scrittori, artisti, letterati o musicisti, ma da una spontanea esecutività orale, che si è tramandata di generazione in generazione e proprio perché non vincolato da scritture, spesso ha visto anche delle varianti, per così dire, "in corso d'opera".
Il canto "avveniva" quando la gente si ritrovava a vangare il campo, durante la raccolta del fieno, mentre vendemmiava... Insomma, nello svolgersi della vita contadina e/o, forse per occupare il silenzio delle Alpi, si è sviluppato come modello sonoro in grado di far trascorrere il tempo in maniera più armoniosa.
La scrittura di pentagrammi e testi poetici è venuta solo in fase successiva, quando per necessità di diffusione, ricercatori, studiosi di etnomusicologia e musicisti, si sono dedicati a fissare queste esperienze vocali altrimenti puramente provvisorie...
... E dunque il "canto popolare", è da considerare come tessera di un grande mosaico che va sotto il nome di "patrimonio popolare", le cui articolazioni spaziano dall'architettura delle dimore rurali, alle costruzioni utili all'espressione del culto religioso, dalle decorazioni degli arredi domestici, agli affreschi, alle tradizioni, dalle scritture alle composizioni poetiche.
Anche nella stesura musicale troviamo descritte le situazioni e le gesta del vivere quotidiano del popolo, fra lavoro e famiglia, emigrazione e guerra. Momenti di normalità esistenziale tradotti da un anonimo autore spesso egli stesso soggetto delle vicende, istantaneamente tramutato in bardo.
Canti dalla profonda umanità, dove si manifestano piccole e semplici intensità, dove si rivelano schegge dell'essenza popolare e dove si scoprono protagonisti dall'animo sincero.
E così eccoli gli interpreti di questo mondo oggi ormai lontano: "el Toni che l'è 'n bel puto"; "el Serafin che l'è 'n bel moro"; "la Dosolina che manda messaggi al suo napolitan"; "la Gigiota che divide il letto con troppi"; "la Giulieta per la quale la Merica è troppo lontana"; "la Menegina che porta el nom pu bel"; "el Girolemin che quant sarà mort me pàri sarò moleta mi"...
Oggi, troppo spesso per diseducazione musicale o superficialità, la "canzone dei cori" viene considerata poco più di una manifestazione dal "profilo basso", invece come tutte le forme di espressione anch'essa possiede i caratteri della bellezza, della narrazione e il grande fascino della sua provenienza territoriale.
Come non udire la voce delle solitudini fra le rocce in alcuni brani solenni ispirati al mondo alpino; come non provare struggimento dentro le storie di persone semplici o farsi cogliere da sentimenti misteriosi e fantastici con personaggi coma "La Soreghina" - "La Figlia del Sol" ("La Montanara" - 1927).
E' un vanto anche pensare all'amore manifestato da grandi musicisti classici che, capaci di non rimanere ancorati ad una sola idea di musica, si sono lasciati inebriare anche da queste armonie vocali.
Altro che profilo basso, "La Montanara", è conosciutissima in ogni dove e venne pure eseguita durante la consegna del Premio Nobel al poeta Salvatore Quasimodo...
Concludendo: trovo assai strano l'odierno favore per ascolti di musica tradizionale di paesi lontani (Peter Gabriel ha da tempo aperto un catalogo dedicato alla "World Music") senza che la nostra cultura e un po' tutti ci accorgiamo che a questo segmento della musica appartiene anche la musica dei nostri cori di montagna ma, come al solito, "è da fuori che si vedono le cose dentro" ...
In qualsiasi caso, bisogna difendere la musica sempre e ovunque perché ogni sua manifestazione è segno tangibile di una materia superiore indispensabile all'uomo. La musica ed il canto in particolare sono forme di energia e di respiro in armonia con il cosmo...
Lunga vita ai cori SAT e SOSAT e a tutti i cori del Trentino.




