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L'unione dei tre Comuni non riuscirà a garantire quelle finalità legislative che mirano ad un contenimento della spesa e ad una maggiore efficienza dei servizi. Il no a Tre Ville di Leonardo Leonardi

municipio preore 1

PREORE. Un fatto inusuale e di per sé eclatante (almeno nei piccoli Comuni ) si è verificato nel consiglio comunale tenutosi giovedì scorso, durante l'esame e l'approvazione dell'ipotesi di fusione con i Comuni di Montagne e di Ragoli. Leonardo Leonardi, consigliere di minoranza, segretario comunale di professione, ha espresso la sua ferma opposizione alla fusione così come proposta, leggendo un significativo documento consegnato al sindaco, con preghiera al segretario comunale di pubblicarlo sull'albo telematico. Ha abbandonato poi l'aula prima della votazione e si è fatto carico di presentare quanto prima le proprie dimissioni "nel rispetto e nel dovere - ha detto - di chi mi ha eletto, di chi ha governato nel passato il nostro Comune in tempi più magri e per il fatto di non voler essere compartecipe o complice della sua fine".
Scrive, fra l'altro, Leonardi: "In merito al presente punto all'ordine del giorno, mi sento in dovere di intervenire esternando la mia completa contrarietà all'ipotesi di fusione così come descritta dal sindaco, ed a seguito dell'esame dei relativi atti. In via generale concordo appieno con quanto esternato da chi considera questa fusione fatta davvero al rovescio. Amministratori che in 5 anni non sono riusciti a compiere passi significativi verso la fusione, oggi ci dicono che questa è l'unica strada possibile. Il tutto è stato presentato improvvisamente per rispettare i termini imposti dalla Provincia, senza alcuna concertazione. Ritengo doveroso portare a conoscenza a tutti i preoresi, che l'affermazione per cui l'unione è un obbligo di legge per il nostro Comune, quasi che non se ne potesse fare a meno, altrimenti diverrebbe obbligatorio aderire alla gestione associata, non è vera. Peraltro - ha aggiunto Leonardi - l'unione dei tre Comuni, così come prospettata, non riuscirà a garantire quelle finalità legislative che mirano ad un contenimento della spesa e ad una maggiore efficienza dei servizi. Infatti sono previsti: l'apertura di uno sportello con relativo personale presso ogni frazione con spese aggiuntive di formazione e spese vive di luce, telefono, ecc; la rappresentanza forzosa di un componente per ogni ex Comune, l'approvazione del nuovo Statuto da parte dei 'vecchi consiglieri'; il coinvolgimento di solo tre Comuni sui cinque presenti nella Busa, per un totale di meno di 1500 abitanti, sembra ridotto di dimensioni e popolazione, nel rispetto della razionalità e della logicità".
Leonardo Leonardi, è passato poi a disegnare il quadro nazionale, ricordando come l'Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni, stia lottando contro l'associazionismo coatto e la soppressione dell'autonomia costituzionale dei piccoli Comuni. La parola d'ordine dell'Anpci, nella riunione del direttivo, è stata "impegno dei sindaci dei Piccoli Comuni per la disobbedienza civile istituzionale" contro la legge Delrio. (f.s.)