In Camerun «Abbiamo toccato con mano quanto sia piccolo questo nostro grande mondo»
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- Category: Busa di Tione
- Published on Friday, 17 February 2012 23:29
- Written by Denise Rocca
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Nel pieno delle vacanze natalizie le ragazze della V psicosociopedagogico del Liceo Guetti di Tione hanno coronato un desiderio cullato per anni e preparato con impegno e passione: un viaggio in Camerun per incontrare i bambini adottati a distanza dal liceo tionese. L'idea lanciata qualche anno fa da una loro compagna di classe era quella di adottare un solo bambino, ma dopo aver parlato con la Ong Children Care Cameroun le giovani hanno scoperto che bastava meno di un euro al giorno a garantire che un bimbo camerunense avesse di che mangiare: lo stupore ha alimentato l'entusiasmo, l'entusiasmo ha creato energia, l'energia si è materializzata in serate di spettacoli per raccogliere fondi che hanno portato anche la celebre Cheryl Porter ad esibirsi a Tione; ogni euro si è trasformato in istruzione, cibo, acqua, medicinali.
E da un solo bambino si è arrivati ad adottare un intero orfanotrofio: l' "Orphelinat Rayon de Soleil Mbouo" a Bafoussam, casa di un centinaio di ragazzi. Quest'anno si è arrivati all'agognato viaggio per "toccare con mano e vedere con i propri occhi" dichiara il dirigente dell'istituto giudicariese Severino Papaleoni che con due insegnanti, Don Andrea Malfatti e la professoressa Laura Rossi, ha accompagnato la delegazione del Guetti in Africa. Dieci giorni fitti di esperienze, 2200 chilometri nei quali oltre al Rayon de Soleil le ragazze, ospiti della Ong Chilren Care Cameroun a Nkongsamba, hanno visitato i laboratori alimentari della Ong che producono pane e biscotti ad alto contenuto nutrizionale da distribuire agli orfanotrofi; la città universitaria di Dschang, la zona musulmana del paese Fumban con il meraviglioso palazzo del sultano, la località di Fontem e l'ospedale costruito da Chiara Lubich, il collegio "Nostra Signora della Sapienza" e la città turistica di Limbe con la sua spiaggia nera che ha garantito un impensabile bagno nell'oceano al 7 di gennaio; poi ancora le cascate di Nkongsamba, l'orfanotrofio Madocha, l'affollatissima classe V della scuola superiore cattolica di Mbanga che conta ben 84 alunni. Un susseguirsi vorticoso di stimoli e situazioni che i protagonisti faticano a raccontare a parole.
Dieci giorni che vanno ben oltre il classico viaggio di istruzione, e hanno riservato emozioni forti anche agli adulti: "Abbiamo toccato con mano quanto sia piccolo questo nostro grande mondo – ricorda la professoressa Rossi - e quanto universali i bisogni e le speranze di tanti bambini e giovani" e prosegue tradendo l'orgoglio di un'insegnante per le "sue" ragazze: "le ho apprezzate fuori dal contesto scolastico nella loro grande sensibilità e capacità di relazione con le persone, al di là del colore della pelle e di ogni barriera linguistica o culturale o di condizione socioeconomica".
Da parte loro le alunne, prossime alla maturità, pensano che non sarà il loro ultimo viaggio in Africa, ma nel frattempo vogliono lasciare il progetto in eredità alle compagne più giovani e racconteranno la loro esperienza in una serie di incontri con il pubblico nei quali torneranno ad esibirsi il gruppo vocale milanese"Quattrottave" e il cantautore giudicariese Matteo Abatti. Il prossimo appuntamento è a fine febbraio.




