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Tione: molte le attività commerciali aperte, mentre stentano le strutture ricettive

negozi tione di Trento

Il comparto commerciale di Tione pare vivace nonostante la crisi che attanaglia il pease a giudicare dal turbinio di nuove aperture e cambi di gestione che si stanno succedendo negli esercizi di Viale Dante: l'erboristeria "Le Nostre Radici", il "Kebab da Lea" -la prima kebabberia di Tione-, il negozio di sartoria "La Via della Seta", e più recentemente ancora il New Shop e il bar Charly hanno cambiato gestione al pari di "Intimo Blu", mentre al posto dello storico "Zini" ha aperto "Stile". Un ricambio che è, finalmente, anche generazionale. Tutti contenti, quindi? Non proprio. Si era lamentato sulle pagine dell'Adige, e senza troppi peli sulla lingua Ettore Zini - quasi un'istituzione a Tione dopo 35 anni di attività commerciale -, lamentando una Tione dalla fredda identità amministrativa che mancava della forza attrattiva e della vitalità del turismo.

La mancanza di strutture alberghiere nella località non è un fatto nuovo e nemmeno il disagio decennale manifestato dagli operatori economici su questo tema. "Io ricordo quando ero piccola una Tione dove il viale era pieno di gente che passeggiava, come le strade di Riccione" racconta Nadia Ballardini, titolare del Beauty Star e presidente dimissionaria dell'associazione commercianti "Tione Attività Economiche".

Bando ai ricordi di una fantomatica età dell'oro, le chiediamo se sia realistico, oggi, che un privato apra un albergo in paese, "sarebbe dura rientrare con i costi – ammette lei - visto anche il periodo difficile e considerando che da tanto tempo il paese non ha strutture ricettive. Si dovrebbe puntare su qualcosa di contenuto, piccolo ma di qualità, che sappia rispondere alla domanda che c'è: abbiamo l'ospedale, negozi, banche, uffici, facciamo l'Ecofiera che cresce ogni anno.

C'è un giro di professionisti che visitano regolarmente Tione e siamo costretti ad indirizzarli nelle strutture di Ponte Arche, a Breguzzo o Pinzolo". L'afflusso costante di gente che garantirebbe qualche struttura di accoglienza in più fa gola a molti: " la mancanza di strutture alberghiere penalizza il commercio in toto.

Le potenzialità turistiche di Tione ci sono, ma sono state tarpate da decisioni politiche passate che hanno favorito la dismissione di tutte le strutture che pure c'erano e fiorivano" sostiene Roberto Giramonti, titolare della palestra Sport & Fitness; "non è solo una questione di giri di gente, offrire posti letto è anche un servizio" rincara Cristian Maffeis, il tabaccaio di fronte al municipio con un passato nell'alberghiero.

Il grosso delle strutture tionesi è stato chiuso negli anni 90, sotto le giunte Cogo e Antolini, e gli albergatori sono spariti dallo scenario economico della Busa. Nessuno nega la naturale propensione di Tione ad essere un centro di servizi, ma i commercianti tionesi un comparto alberghiero degno di tal nome nel loro paese lo vorrebbero.

E l'amministrazione che dice? Il sindaco Gottardi non lascia spazio a troppe illusioni "stiamo lavorando su un turismo di nicchia, quello montano, che non è quello dei grandi numeri. Abbiamo aderito al progetto Malghe Aperte e il recupero delle Ca' da Mont va in questa direzione, così come la realizzazione dell'acquedotto sul monte di Tione. Ma non possiamo pensare di fare alberghi ex novo da noi".

Le uniche speranze di avere qualche posto letto nel centro giudicariese sono affidate all'Hotel Milano che in ristrutturazione da più di due anni punta ad aprire per Pasqua, sempre che si faccia avanti qualcuno per gestirlo.