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Muro contro muro a San Lorenzo in Banale: Tasse casa inique e troppo care, si impreca da una parte. Stiamo solo facendo il nostro dovere. Rispondono gli amministratori

san lorenzo in banale giudicarie esteriori
Avevano raccolto 430 firme per contestare tasse casa "care e inique". In discussione c'erano soprattutto le aree sature, vale a dire le aree di pertinenza delle abitazioni esistenti. A distanza di due anni, il comitato è ancora sul piede di guerra. Nulla è stato risolto, dicono i contestatori.

"Anzi, c'è un'accelerazione incomprensibile da parte dell'amministrazione, proprio in vista della scadenza del mandato". La Giunta, ovviamente, ha una sua versione. "Vogliono far passare come politico, ciò che politico non è". Il sindaco Gianfranco Rigotti è categorico. Quella – dice – è una faccenda tecnica. Sono soggetti d'imposta belle e buoni. Che l'amministrazione può solo applicare, in base alle leggi provinciali. Come del resto ci hanno appena riconfermato i funzionari della Provincia". "Io sarei ben lieto di risolvere nel miglior modo possibile i problemi di tutti i cittadini. Mi meraviglia però che dopo due anni non l'abbiano ancora capito".

Il comitato però non si dà per vinto. Nei giorni scorsi ha indetto un'assemblea pubblica. Erano presenti una cinquantina di cittadini. E c'erano pure due amministratori: Amedeo Sottovia e Quintilio Tomasi. "Però – dicono i firmatari della petizione –hanno saputo dare risposte". Dall'incontro sono uscite tre richieste. Per le aree sature chiedono che il Comune si uniformi al parere espresso in materia dal Difensore Civico. Vale a dire è necessario valutare caso per caso per determinare l'effettiva utilizzabilità a fini edificatori delle superfici.

Una soluzione – spiegano - già indicata dal Consorzio dei comuni. Motivo per cui era già stata predisposta una bozza di delibera a cura del segretario comunale in accordo con l'ex sindaco e membro del comitato Valter Berghi e l'assessore Sottovia. "Per quanto concerne, le pertinenze, – spiega l'ex vice sindaco Miriam Sottovia - molti cittadini si sono attivati, in base a quanto suggerito, per far riconoscere il legame tra aree circostanti ed edifici di riferimento. Ma, a parte i ritardi relativi all'esame delle dichiarazioni, molte segnalazioni di rigetto non tengono conto del diverso modo di trattare il terreno vicino a casa nei nostri paesi, dove l'orto funge da completamento della casa di abitazione, in evidente contrasto con quanto accade in città, spesso assunta quale riferimento interpretativo". Anche per quanto riguarda la revisione PRG, il comitato ha da ridire. Vorrebbe che venisse preso in esame l'aspetto ricaduta fiscale delle aree del piano, in modo da risolvere l'attribuzione di costi. "Cui – spiegano – spesso non corrispondono, né interesse né possibilità di valorizzazione". Insomma. Nonostante i tentativi di pacificazione, tra amministrazione e proprietari di case e terreni, a S. Lorenzo in Banale non c'è verso di trovare un compromesso.

"Tasse casa inique e troppo care" si impreca da una parte. "Stiamo solo facendo il nostro dovere di amministratori", si risponde dall'altra. Sullo sfondo l'imminente fusione con Dorsino. E una giunta che, priva di minoranza in consiglio, per molti non è del tutto legittimata a anticipare un Piano Regolatore che potrebbe essere demandato al futuro consiglio comunale. "Siamo a due mesi, dalla scadenza del mandato – dice l'ex vicesindaco - poi il comune non esisterà più come tale. Perché tanta fretta?"