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8 marzo... colombiano e universale

manifestacion mujeres popayan

Mentre tramonta il sole su questo 8 marzo, il mio pensiero vola oltre oceano, a voi. E vorrei condividere con voi i miei auguri per questa giornata.

Donne che resistono. Donne che sognano. Donne che ricordano. Donne che piangono. Donne che danno la vita. Donne che camminano. Donne che amano.
Donne che tenacemente tessono reti di solidarietà e di dignità per i popoli.
Ogni giorno è il giorno della donna. Ogni giorno si scrive una storia al femminile, che è storia di speranza, vita e resistenza. La scrivono le madri che lottano contro un sistema di impunità e cercano giustizia e verità per le figlie e i figli desaparecidos (in Colombia, in Argentina, in Italia dove le madri dei ragazzi tunisini stanno cercando i figli partiti su un barcone dalla Libia,...). La scrivono le donne che curano e insegnano a curare la Madre Terra. La scrivono le organizzazioni di
donne che denunciano i continui assassinati e le violazioni dei diritti.

Le donne lavoratrici, le donne campesinas, le donne migranti, le donne che difendono i diritti umani,... e l'elenco potrebbe continuare...
chissà quanti volti e storie di donne sono venuti in mente anche a voi!
Ho sempre pensato, e penso tutt'ora, che uomini e donne camminano insieme in questo nostro mondo, non si può dividere il cielo in due (dicono che siamo "l'altra metà del cielo"...). Eppure nel mio camminare per il mondo sto riconoscendo l'apporto unico delle donne in questo cammino comune.
Stamattina, mentre manifestavo con le organizzazioni di donne che esigono il rispetto dei loro diritti, passavo in rassegna i volti delle donne che quotidianamente incontro e che lavorano per un mondo libero da guerre, paura e violenza. Nella guerra che insanguina le terre colombiane le donne sono spesso vittime, in molti modi. Sono assassinate, violentate, desaparecidas,... e se si organizzano per difendere i diritti sono spesso stigmatizzate. E poi sono madri, figlie, compagne, amanti,... "Noi donne, non partoriamo figli per la guerra!" abbiamo gridato oggi davanti alla base militare, "Che gli stivali (militari) non calpestino i fiori, che i fucili non zittiscano le voci!".

8 de marzo en popayan 67

L'impegno di denuncia si fa rete di resistenza che tessiamo insieme contro la guerra e per la pace. Donne e uomini per la pace.

Amiche e amici, auguri a tutti noi, allora! Continuiamo insieme, donne e uomini di ogni parte del mondo, a tessere resistenze e a dipingere questo mondo con i colori dei nostri sogni.

E, parlando di resistenze, qualcuno di voi mi ha scritto chiedendomi maggiori informazioni sul progetto della diga dell'Enel - Endesa nel Quimbo e sui movimenti di protesta. Qui trovate qualche riga che ho scritto, con qualche dettaglio in più: 

http://www.laperfettaletizia.com/2012/03/enel-se-spenta-la-luce.html 

Il dirottamento del Rio Magdalena è purtroppo iniziato. Le proteste continuano. La repressione anche. La zona è blindata, per cui non ho potuto andare fino al Quimbo. Ma sono in contatto con chi continua a resistere.
Per il momento sono nella regione del Cauca, continuo il lavoro di appoggio ad altre comunità e gruppi che non rinunciano a sognare. Sto bene e sono contenta di questi mesi condivisi con i popoli colombiani (qualcuno mi rimprovera per il fatto che non vi racconto di me... è che la mia vita è così impregnata di quel che mi circonda che le storie che condivido sono profondamente parte di me e della mia quotidiniatà!).

Un abbraccio a tutte e tutti voi!
E' bello sentirvi vicini, sentire il calore del vostro abbraccio che mi accompagna.
Anna