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FUT: al vaglio della Comunità delle Giudicarie 41 richieste da parte dei Comuni per un investimento di oltre 26 milioni di euro

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Presentate dai comuni giudicariesi 41 domande di finanziamento per accedere al Fut, il Fondo Unico Territoriale messo a disposizione dei territori dalla PAT, per cercare di dare risposta alle esigenze prioritarie di infrastrutturazione del territorio. «Inizia a concretizzarsi quel trasferimento di competenze previsto dalla riforma Gilmozzi, che prevede un graduale ma sostanziale passaggio di competenze dalla PAT alla Comunità di valle» commenta Patrizia Ballardini Presidente della Comunità delle Giudicarie «Abbiamo lavorato insieme ai comuni per giungere ad identificare progetti di valenza sovra comunale e definire le priorità del territorio giudicariese, alla luce dei vincoli di destinazione del fondo ed altresì delle tipologie di opere aggiuntive decise dal territorio attraverso l'intesa di ottobre tra la Giunta della Comunità delle Giudicarie e la Conferenza dei sindaci. L'importante lavoro di concertazione sul territorio, favorito anche dalla preziosa collaborazione con il Presidente della Conferenza dei Sindaci, Giuseppe Bonenti, ha portato a far emergere 9 progetti di valenza sovra comunale e contenere il numero di domande ad un importo complessivo finanziabile (ca 21 milioni di euro) che non si scosta molto dalle risorse messe a disposizione dalla PAT per la nostra comunità (ca 18 milioni di euro)».

Il comune di Roncone insieme a quelli di Breguzzo, Bondo e Lardaro ha presentato il progetto per la realizzazione del Centro Raccolta Materiali intercomunale per un impegno di spesa di € 258.000,00 finanziabile al 75%. Daone con Prezzo e Bersone ha proposto l'adeguamento igienico-sanitario e normativo delle opere di presa in loc. Boazzo, nonché del serbatoio e partitore in loc. Merlino, a servizio dell'acquedotto intercomunale per una spesa di € 200.000,00.

Su l'ampliamento del Centro di raccolta materiali si è concentrata l'attenzione di Dorsino e San Lorenzo in Banale, mentre 300 mila euro sono la spesa preventivata da Storo che con Bondone vuole mettere in sicurezza l'impianto sportivo Grilli e infine 650 mila euro sono chiesti da Caderzone Terme e Strembo per la ristrutturazione, la razionalizzazione e il potenziamento dell'acquedotto intercomunale.

A fianco di queste opere presentate da più comuni se ne aggiungono altre di valenza sovra comunale, quali: il caso delle amministrazioni di Tione e di Comano Terme che hanno individuato come opere prioritarie la costruzione di nuove biblioteche, condivise da interi ambiti, per un costo complessivo di 4,8 milioni di euro o di Bolbeno che ha chiesto 700 mila euro per la costruzione di una nuova stazione per il potenziamento dell'impianto di innevamento.

Ma non solo. Molti gli interventi che i comuni hanno deciso di destinare all'adeguamento di servizi.

1,5 milioni di euro la spesa prevista per gli interventi dedicati all'adeguamento dell'illuminazione pubblica in ottica di risparmio e sostenibilità: chiedono di poter accedere al Fut i comuni di Pelugo, Montagne, Strembo, San Lorenzo in Banale, Massimeno, Praso, Bersone, Castel Condino e Bondone.

Ancora più impellenti sembrano le necessità di fare interventi su acquedotti e fognature. Ne evidenziano la priorità i comuni di Bocenago, Dorsino, Bleggio Superiore, Darè, San Lorenzo, Stenico, Giustino, Daone, Prezzo, Caderzone Terme, Storo e Vigo Rendena per una spesa complessiva di 9 milioni e mezzo di euro.

Non manca un'attenzione particolare per strutture a sostegno dell'attività dei vigili del fuoco: ne sono la dimostrazione le domande dei comuni di Condino, Cimego e Villa Rendena per circa 3,3 milioni di euro.

Puntano invece sulla sistemazione degli impianti sportivi oltre Storo, anche Breguzzo, Roncone, Bondo, Preore e San Lorenzo in Banale per oltre 2 milioni di euro.

Per una maggiore sicurezza stradale gli interventi di Ragoli e di Pieve di Bono (753 mila euro totali).

Richieste da parte dei Comuni quindi per un importo che non si discosta molto da quello messo a disposizione dalla PAT: opere che prevedono una spesa complessiva di circa 27 milioni di euro, finanziabile per circa 21,5 milioni di euro, a fronte dei 18 disponibili.«Questa sostanziale corrispondenza tra il valore finanziabile delle opere e il fondo a disposizione dovrebbe facilitare la fase che ora si apre per giungere alla nuova intesa tra Giunta della Comunità e la Conferenza dei sindaci rispetto all'ordine complessivo di priorità e di intervento» interviene l'Assessore ai Lavori pubblici ed Opere di valenza sovra comunale, Flavio Riccadonna, che aggiunge «Interventi che danno un'idea di quelle che sono le scelte del territorio, che ha deciso di destinare le risorse a disposizione per la realizzazione di opere fondamentali come quelle per la salute pubblica e la qualità dell'ambiente, la messa in sicurezza stradale o l'illuminazione -sottolinea l'assessore competente Flavio Riccadonna- ma anche di strutture per la cultura, per lo sport e il volontariato, pilastri della crescita di una Comunità. Certamente in questa prima fase della riforma si sono fatti i conti con un periodo di generale restrizione finanziaria che anche i nostri comuni stanno subendo. Spesso sorgono quindi necessità e priorità indifferibili, da affrontare prima ancora di mettersi a ragionare su progetti di più larga scala, o addirittura comunitari. Abbiamo comunque assistito ad un dialogo costruttivo tra i nostri territori, che sono sicuro getterà le basi per una successiva fase di proficua collaborazione. In taluni casi, saremo chiamati a valutare richieste di opere che interessano più comuni e che in precedenza non hanno avuto seguito a causa dell'approccio diretto tra il singolo Comune e la Provincia; si iniziano dunque ad intravvedere i primi risultati di questa riforma istituzionale in materia di finanziamento di opere pubbliche, improntata alla razionalizzazione delle stesse, in riferimento ai bacini d'utenza e quindi all'economicità della gestione».

Superata questa prima fase di individuazione delle priorità e della progettazione delle opere, si passa ora alla fase istruttoria nella quale la Pat valuterà l'ammissibilità dei progetti al finanziamento.

Una volta ottenuto il benestare dalla commissione provinciale, la Giunta della Comunità delle Giudicarie e la Conferenza dei sindaci si troveranno intorno ad un tavolo per trovare un'intesa sugli interventi da finanziare. Se non dovesse raggiungersi un accordo la decisione passerebbe alla Giunta della Comunità.