Alla Comunità delle Giudicarie una assemblea informale per parlare di ampliamenti delle Aree Sciabili ed in particolare dell'area Serodoli. Condivisi dalla maggioranza gli ampliamenti proposti. Contrari Zubani e Martini
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- Category: Giudicarie
- Published on Thursday, 20 June 2013 07:09
- Written by Ettore Zini
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Tanto tuonò che non piovve. Gli annunciati interventi da parte di un'ala del PD sull'ampliamento delle piste di Madonna di Campigilo, in seno alla pre-assemblea della Comunità di Valle di Tione, non ci sono stati. O meglio ci sono stati, ma in tono blando da parte di due esponenti del partito (due ex sindaci: Vittorio Martini di Ragoli e Vincenzo Zubani di Tione). Mentre la capogruppo Ilaria Pedrini ha fatto scena muta. Ha ascoltato molto attentamente le posizioni della Giunta, illustrata con grande minuzia di particolari dalla presidente Ballardini. Ma sull'argomento, non ha proferito verbo. Vittorio Martini ha rispolverato gli argomenti di una mozione già presentata e poi ritirata, dove, ravvisava un'ossessiva attenzione da parte dell'esecutivo della Comunità per gli impianti di sci (Partito delle piste) e poco riscontro nella programmazione territoriale per altre aree, non meno importanti della Val Rendena. Vincenzo Zubani gli è andato a ruota, sottolineando come la salvaguardia dell'ambiente abbia un'importanza determinante nell'economia e nello sviluppo turistico ("il rischio è di andare a corrodere un territorio rimasto finora incontaminato").
Ma sulla "famigerata" pagina 84 del documento preliminare del Piano Territoriale della Comunità che approderà nell'assemblea ufficiale del 9 luglio, non ci sono stati altri interventi di rilievo. A ribadire la posizione della Comunità ci ha pensato la presidente Partrizia Ballardini, snocciolando i dati che inducono albergatori, impiantisti, società Funivie (sono loro che spingono per lasciare una porta aperta al possibile allargamento del carosello sciistico che va da Pinzolo a Marileva) a fare pressioni perché il bacino di Serodoli rimanga uno dei punti cardine di nuovi possibili impianti di arroccamento. Numeri che sono inseriti in un riquadro, nel paragrafo dedicato all'individuazione dei perimetri delle aree sciabili: quasi un 1 milione di giornate vacanza, Pil generato dal turismo 25/30% contro l'11% a livello nazionale, per le Funivie (3) 30 milioni di fatturato, 280 dipendenti, stima indotto 300 milioni.
Infine sempre più rilevante la presenza di fruitori stranieri (50% nell'inverno 2012/13 contro l'8% di tre anni fa). Ecco la sintesi della vera leva che spinge la politica e gli amministratori giudicariesi a chiudere un occhio (qualcuno dice tutti e due) sul probabile futuro intaccamento dello sci da discesa, di una delle aree di pregio inserite nel Parco Adamello Brenta, finora raggiungibili d'inverno solo con ciaspole e pelli di foca. Un turismo che guarda soprattutto alla monetizzazione commerciale del nuovo turismo internazionale, che a diversità di quello nostrano, arriva in aereo. E non si accontenta di aree sciabili piccole (oggi Campiglio offre 150 km. di piste). Ma ha fame di grandi barnum dello sci, con piste perfettamente innevate. E l'area di Serodoli, allo scopo è davvero perfetta: arriva a 2.780 metri di quota, è tutta esposta a nord. L'ideale per il mantenimento del manto nevoso, anche in anni di scarse precipitazioni. Il dibattito comunque è aperto. La scarsa partecipazione alla pre-assemblea di Tione (meno di 30 persone), e la carenza di difensori d'ufficio, nonostante i mal di pancia all'interno del PD, non depongono però a favore dell'ambiente.




