"Allo sbaraglio il mondo e la realtà". Marco Garbari, autore di Caderzone Terme, presenta il suo album d'esordio. La recensione di Alessandro Togni
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- Category: La musica sei tu
- Published on Wednesday, 22 January 2014 19:52
- Written by Alessandro Togni
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Marco Garbari, autore di Caderzone Terme, si presenta con questo album d'esordio colmo di riflessioni intimistiche, al quale affida una sincera "teoria acustica" in grado di restituire rappresentazione alle numerose inquietudini, alle osservazioni e riflessioni del suo animo giovane e sensibile.
"Allo sbaraglio il mondo e la realtà" pure se nella titolazione lascia avvertire talune spregiudicatezze possibili dell'universo giovanile, ad un ascolto attento delle dieci tracce che lo compongono, sembra risolversi invece in una sorta di fioretto francescano dove la musica e le parole contribuiscono a codificare una catarsi infinitamente umana, dove avviene una riscoperta di toni raccolti, non propriamente consueti nella contemporaneità.
Dentro un moto di riappropriazione della bellezza dei sentimenti spontanei ecco avanzare, fra versi struggenti intesi come stille di emozione, una liturgia prevista nella rinuncia delle magniloquenze elettroniche, senza nessun ciclone sinfonico, aderente invece ad una sorta di minimalismo che potremmo paragonare all'atmosfera sognante e cristallina, esile ed evanescente dei canti gregoriani.
La figura di "singer-songwriter" di Marco si espone ed alimenta una pioggia rarefatta di emozioni profumate, ammalianti seppur scarne confessioni morali oscillanti fra diversi modi di comunicare, fluttuando in modo trasognato in una sorta di oratorio dove discretamente si disvela anche il piccolo gioco musicale di una formazione intesa come "ensemble da camera" mentre elabora fraseggi concepiti in forma d'accompagnamento alla poetica romantica dell'autore.
Tutto assomiglia ad un canto dimesso ed esistenziale, tutto prende la sembianza lirica ed apollinea di una preghiera alla quale si affianca una melodia ridotta all'essenziale ed un ritmo quasi assente cadenzato in forma di "slow" meditativo.
Una composizione filosofica che istiga flussi di coscienza, dove la voce racconta quasi senza cantare, manifestando ripensamenti e malinconie come fossero la materia psicologica di un lamento.

E quindi un diario intimo ed introspettivo inteso nella più alta forma di trasposizione impressionistica, aperto perchè tutti possano ricavarne i contenuti più profondi, come il tenue e solitario respiro dell'anima pensierosa in esso custodita, che pure nella disposizione a volte tormentata, vuole manifestarsi nella sua più importante "vocazione civile".
Alle radici di questo suggestivo lavoro di Marco Garbari si ritrovano certamente le incidenze della storia della musica italiana e dei cantautori più raffinati, la descrizione della quotidianità e le sue figurazioni naturali rese attraverso le parole più semplici e discorsive; ed in questo senso anche la pulizia formale dell'impianto sonoro si dispone con accompagnamenti chitarristici punteggiati di tanto in tanto da ingressi discreti di batteria, flauto dolce, violoncello o fisarmonica, al fine di suggerire atmosfere e paesaggi di "vita reale".
E così l'album si apre con "Occhi di cristallo", una storia d'amore e delusione con ineludibili ombre depressive, per proseguire con "La canzone dell'inquietudine", disarmante rappresentazione di una psicologia umorale peraltro resa leggera dagli inserti "vaudeville" del flauto dolce; ed ancora "Veramente Me", una libera interpretazione di "Into the Wild", il film di Sean Penn divenuto un classico della sottocultura urbana del III millennio.
Con "Le rondini" il gioco della mente diventa meno allarmante pure se gli elementi simbolici sembrano produrre stati di straniazione e disinvoltura quasi surreale. Proseguendo ecco la mattutina e fresca "Per la via" scandita da accelerazioni ritmiche che alla fine si adagiano sopra il tappeto classicheggiante di un clarinetto malinconico.
La traccia numero sei, unica in lingua inglese, si chiama "I Don't Think" semplice racconto in stile "dada" alla maniera dei poeti beat degli anni '60; anticipa la dolorosa e sofferta "Canzone per Marco", commovente e sbiancante estasi segnata dagli accordi della chitarra ubbidiente, dal triste guaito della fisarmonica, dalle parole d'addio... Un miserere.
"Pirata Barbanera" indicando frammenti di un amore svanito sembra un viaggio nella notte dei ricordi, così come "La ballerina" che, nell'incanto di versi quasi infantili, riporta alla luce memorie di un tempo passato, peraltro sostenuto verso il finale dal pianto nostalgico del violoncello e dall'arpeggio della chitarra.
"Come se stessimo giocando", la canzone in ultima traccia, pare risolvere il viaggio dispendioso dell'intero album ed aprire ad immagini meno contrastate dove maggiore appare la luminosità ormai affrancata dal buio.
Bello anche il booklet curato da Adriano Ongari che ospita le tranquillizzanti e biografiche fotografie dell'autore, poste in dialogo con le tumultuose e nottambule espressività della pittura informale di Mattia Cozzio.
Meritevole!
Marco Garbari, “Allo sbaraglio il mondo e la realtà” (2013)
Marco Garbari: testi e musiche, voce, chitarre, batteria, percussioni, flauto dolce
Paolo Molinari: basso elettrico, violoncello
Edoardo Floriani: clarinetto
Paolo Garbari: fisarmonica
Elisa Bruti: violino
Giovanni Molinari: stesura spartiti musicali
Giorgio Perini: recording, editing e mastering
Luca Bretta “Brettoli”: pre registrazione e aiuti vari
Il cd è disponibile in Giudicarie presso la Famiglia Cooperativa di Pinzolo, Famiglia cooperativa di Caderzone e presso Videocenter a Tione.




