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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

THE SMITHS. "MEAT IS MURDER" (1985). La narrazione delle barbarie contemporanee. Da "La musica sei Tu" di Kimbo Ina Vellocet

THE SMITHS. MEAT IS MURDER 1985"La carne è un assassinio"!!! Così prende avvio questo incredibile album di Morrissey e Marr, così inizia il pensiero moderno che manifesta il "vegetarianesimo militante" e osteggia con tutte le forze la minaccia di guerre future, l'approssimarsi di ulteriori crudeltà e la mancanza di rispetto per le cose del mondo.

Un disco compatto e stilisticamente pregevole nella riconversione dei suoni dell'epoca che passano dalla plastica dell'elettronica all'acustica tradizionale.
Suonano bene le chitarre a sei e dodici corde in un recupero naturale dove la voce in falsetto si accomoda fra il divertito e il rivoltante. Una voce timida, abitata da pathos e solitudine, capace di stordire e inquietare per le dichiarazioni brutali come quelle incorniciate in canzoni dove si parla di punizioni corporali e di orrore dell'industria del bestiame.
Basta osservare l'elmetto del soldato in copertina. Il frame è tratto dal documentario "In The Year Of The Pig" realizzato nel 1968 da Emile de Antonio ... La scritta in origine proclamava così: "MAKE WAR NOT LOVE"... Tripudio di scelleratezza e insania degli uomini!
Divenne per l'occasione "MEAT IS MURDER", titolo dell'album e della canzone eponima alla quale appartiene il primato in malinconia di origine romantica... Indimenticabile brano attrezzato di natura e artificialità, folgori di rimpianto e voce narrante come stessimo attraversando vere e proprie scene di dolore. Bellissimo!

Ma non unico brano a pretendere la palma della bellezza espressiva. "The Headmaster Ritual" incede poetica e ritmica senza diventare futile e mantenendo una liricità davvero grande.
Anche quella sostanza vocale in assonanza con lo stile "jodler" qui diviene poesia e spensieratezza nella percezione di un mondo mentre varca le porte della sua stessa distruzione. Una musica non aderente ai temi, un clima percettivo e la recitazione quasi incosciente, mentre si raccontano tragedie non ancora superate della primitività.

Sembra di assistere alle candide narrazioni delle fiabe ed invece stiamo assistendo a tragedie della contemporaneità: "La barbarie comincia in casa" afferma Morrisey svelando e anticipando tutte le brutture dell'oggi. "How Soon Is Now" si muove dentro un incedere molle e ubriacante e "Well I Wonder" appare come una mesta preghiera intrisa di innocenza... Una musica diversa, non propriamente immaginabile per il 1985. Da ascoltare e conoscere! 9/10.