Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Sun04192026

Last update12:45:14 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

GIUNI RUSSO. Un ricordo a dieci anni dalla scomparsa. Da "La Musica sei Tu" di Kimbo Ina Vellocet

GIUNI RUSSO. Un ricordo a dieci anni dalla scomparsaUna uscita di scena inattesa e troppo anticipata quella di Giuseppa Romeo (Palermo, 10-9-1951 / Milano 14-9-2004).
L'avevamo conosciuta nel 1982 con "Un'estate al Mare" e subito ci apparve simpatica.
Un tono scanzonato e "cartoonist" inusitato, quel taglio disinibito e spiritoso alla ricerca di ulteriori segnali provenienti dalla musica: il "post modern" disincantato, senza retaggi e inferiorità psicologiche, senza il benchè minimo scrupolo. Le sue canzoni erano così, sincere ed aeree, in qualche modo "importanti" nella loro "leggeritudine".
Adesso, anche ora, ci manca quel suo carattere di maschera primi '900, il rimando al Futurismo scattante e fuorviante, la volontà di sceneggiare in musica qualche tratto di un teatro fantastico e un poco folle.
"Un estate al mare", dove lei riesce persino ad imitare il canto dei gabbiani in un gorgo acuto che pare spalancare mondi in altre dimensioni. Incredibile.
Lei, un'artista da far rabbrividire; Lei, come somma di "Energie" provenienti da chissà quali galassie ai confini dell'universo. Giuni Russo, un'artista solitaria, unica, in grado di rendere più breve il tempo attraverso espressioni "storiche italiane" capace di comunicare con il mondo naturale e di trovare i fili per una trasmissione incline all'avanguardia.
Ascoltare le sue evoluzioni è come vedere le antiche fastigia del "Classico", superare il limite del "Romantico", giungere vicino alle perturbazioni del "Contemporaneo".
Dannunziana! Eccola, nel 1988 "A casa di Ida Rubinstein", assieme alla ballerina russa allieva di Isadora Duncan... Proprio in quell'occasione discografica la troviamo immersa/immensa nelle arie melodrammatiche, nelle romanze di autori italiani dell'800: Bellini, Donizetti e il gigantesco Verdi... Passione per la lirica dentro le "canzonette"... Grande e bravissima Giuni Russo, sei una "scheggia delle stelle"...