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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

SYSTEM OF A DOWN. MEZMERIZE - 2005. La musica di rabbia e ribellione del III millennio

SYSTEM OF A DOWN. MEZMERIZE - 2005. La musica di rabbia e ribellione del III millennioTutta la loro storia prende avvio a Los Angeles anche se le visioni e le corde con il passato d'Armenia (il loro paese d'origine) sembrano presentissime in forma di richiamo tradizionale dei suoni transcaucasici e nelle parole di accusa molto pronunciate. Loro, tutti e quattro, sono figli di superstiti del genocidio subito dal loro popolo e per questo, nelle stratificate influenze stilistiche della loro musica, risiedono anche forti significati di impegno politico e sociale. Serj Tankian - voce, tastiera e chitarra, Daron Malakian - chitarra e voce, Shavo Odadjian - basso, John Dolmayan - batteria, sono gli autori di "Mezmerize" un'opera dai confini labili fra metal, punk, progressive...

Colpisce in particolare il cambio di velocità, le accelerazioni quasi parossistiche, il clima di imminente tragedia ogni tanto posto in letargo per il sopraggiungere di istanti di melodia, subito abbandonata per un motoristico accumulo di suono e scorticati gorgheggi vocali. Addirittura qualche impostazione liricheggiante si insinua fra i dardi di questa musica dalle folgori come di battaglia all'arma bianca. Appare una singolarità, la distruzione dell'uniformità per una frammentazione musicale, foriera di una nuova estetica. "Mezmerize" è letteralmente pervaso di "ipnotismo", come si può cogliere anche dalla fantasmatica copertina dove, antichità egiziana, moto del tempo scandito dal roteare del pendolo, dispersione dell'immagine riflessa (sopra il piano orizzontale completamente buio, come il fondale) sono indice di magnetismo quasi esoterico.