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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

THE AVALANCHES. SINCE I LEFT YOU - 2000. Assemblaggi compositivi in formazione emozionale/accidentale

Since i left you
Da molti anni, in diversificati ambiti della cultura e nella vita, si verificano condizioni definibili di "contaminazione". Una modalità per indicare le possibilità di sviluppi per il futuro prossimo venturo, il sistema per trovare nuovi linguaggi di comunicazione, costruiti attorno ad uno stile che potremmo aggettivare come "composito". E la proposta di un suono dalle numerosissime "rimescolanze", arriva da questo ottimo lavoro degli "Avalanches", il gruppo australiano la cui caratteristica principale è quella di proporre una musica intesa come costruzione con frammenti disparatissimi. Campionamenti raffinati, citazioni e collage sonori come mai nessuno prima aveva approntato. Una musica godibile, dal tratto caotico, metropolitano, dove i profumi della musica si espandono e si modificano ad ogni batter di ciglia. I tratti "dance" vengono assaliti dalle "house" emotion, il "drum n' bass" si incunea fino a trasformarsi in vocalità in alcuni tratti quasi "lirica", il battito "pop" si tramuta in "rumoristica" futuristica e le distorsioni del suono accadono come se la curva del tempo non seguisse il suo solito andamento. Rallentamenti e, riconoscibile in forma nostalgica, lo scarabocchio polveroso della puntina sul vinile. Un disco che, se ascoltato nella sua interezza offre parecchi spunti di bellezza e fascino altamente contemporaneo. Fra le linee si manifestano voci, musiche e rumori come fossero posseduti l'uno all'altro, poi mano a mano, mentre ci si inoltra nella totalità, sembra di essere catapultati in un teatro dell'immaginario dove la memoria si atteggia a suprema regina della situazione. Lasciarsi trasportare da questa musica corrisponde ad abbandonarsi inermi dentro il flusso dei ricordi e delle visioni. E' un sogno sonoro. Bella anche la copertina "romantica", dove le "valanghe" divenute onde oceaniche sono segno della fragilità della nostra esistenza. Voto 9 su dieci.