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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

FRANCO BATTIATO. UP PATRIOTS TO ARMS - 1980 . Geometrie leggere nel tempo della contaminazione

patriots battiato

Inizia con un inusitato contatto/contrasto fra parole recitate in arabo e il rinvenire minaccioso dell'ouverture del "Tannhauser" di Wagner... Quale escalation significante abbia procurato a Franco Battiato questa turbativa non è poi così difficile da intuire, perché l'utilizzo del collage sonoro era disinvoltamente in voga anche fra i Futuristi di inizio secolo ed il gusto della provocazione e del non-sense già si trovano nella poetica dadaista e nella decontestualizzazione di ordine surreale. Proprio l'iconografia del Surrealismo, con le manipolazioni e le variabili visive, nell'opera di Magritte, nel rimbombo casuale della fotografia di Man Ray, già da tempo si attrezzava per togliere densità alla realtà per restituire attributi sopraelevati, oltre le formule chimiche e scientifiche conosciute, per trovare sfere lontanissime, forse alla "inutile" ricerca dell'inutilità... Che, come postulò Oscar Wilde, è alla fine l'unica cosa utile... Stanley Kubrick già nel 1969 dentro le visioni galattiche di "2001 Odissea nello Spazio" aggiungeva le sinuose formulazioni classiche della musica di Strauss, prendendo come base la Vienna asburgica manifestamente lontana da qualsivoglia questione di carattere fenomenologico. Il "Bel Danubio Blu" attraversa il vuoto/pieno dei cosmi e diviene una folgorazione: da lì in poi tutta la musicografia si occupa non solo delle normative consequenziali e di vicinanza semantica, ma indaga anche sulle proprietà scaturite dai meccanismi di contrasto e di complementarietà. Anche Battiato si sofferma su questa ipotesi di incongruenza delle figurazioni e propone, già dal 1972 con "Fetus", il raccordo fra musica classica e rumori di fondo dello spazio. Ed ecco apparire dentro le note dell'"Aria sulla quarta corda" di Bach le voci filtrate degli astronauti americani ormai prossimi ad allunare. Quindi anche in questo album del 1980 si serve la commistione del tono alto della filosofia attraverso citazioni ultra colte, messe in dinamica con le parole della "Leggera". Alto e basso, sopra e sotto, dentro e fuori, nord e sud, est e ovest, classico e contemporaneo, razionale e spirituale... "...Avrete anche voi visto camminare le aquile..."