COVER ART - TOOL, 10.000 DAYS– 2006. GLI INVOLUCRI D'ARTE DELLA MUSICA
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- Category: La musica sei tu
- Published on Wednesday, 06 May 2015 08:03
- Written by Kimbo Ina Vellocet
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E' il primissimo piano di un volto assorto, posto fra sacro e profano, affrontato dal nostro sguardo in osservazione per capire esattamente di quale immagine effettiva si tratti. Il Gioco degli specchi sacri sembra interrompere la nostra facoltà di percezione e dentro le metamorfosi non riusciamo bene a stabilizzare la comprensione dei nostri sensi. Siamo di fronte ad un'illusione ottica, ad una connotazione rispondente a tre manifestazioni fisiche, alla rappresentazione di un Giano bifronte assente per sua meditazione dalle linee della materialità. E' una continua illusione, la relatività optical impiegata anche da Escher nelle sue prospettive rovesciate. Si trovano tutti gli spiragli del classico, il velo religioso e spirituale un po' di sapore antico e greco, a mutare nelle versioni iconografiche dell'Oriente Indiano carico di decorativismo e di florealità. Una sorta di dio indù, di viso trinità vivo e sospeso nella penombra color della cenere, ma provvisto di numerosi "apparati sensoriali della vista". Immagine in controtendenza con la musica Tool, ma certo come la stessa musica, attraversata da un energia vibrante e magnetica. Una forma di trasfigurazione nella disamina in dettaglio dei corpi e delle menti, il momento della "trance sciamanica" alla ricerca della "luminescenza". L'opera pittorica è dell'artista di Columbus, nell'Ohio, ALEX GREY, un vero e proprio alchimista posto fra ricerca antica e formula scientifica.




