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Miracolo a Saone: l'Asuc in mano ai giovani!

Raramente è accaduto che l'Amministrazione del "bene comune" (ossia il territorio catastale comunemente denominato "Asuc") fosse demandato - con regolari elezioni da parte dei "capifamiglia" - ai giovani; infatti è stato constatato (dai documenti) che da sempre l'amministrazione dei beni catastali fosse regolarmente affidata ai maggiorenti del paese, considerati profondi conoscitori del proprio territorio.

Invece a Saone, frazione del Comune amministrativo di Tione di Trento dal 1928, alle ultime elezioni del giugno 2011 per il rinnovo dell'Asuc (Amministrazione Separata degli Usi Civici) - caratterizzate, fra l'altro, dall'estensione del voto a tutti i Cittadini e non più limitato ai Capifamiglia - è accaduto che risultassero scelti ed eletti cinque giovani, fra i 24 ed i 34 anni, e precisamente: Mauro Scalfi (24 anni), Giacomo Scalfi (31), Stefano Laguzzi (31), Damiano Marchiori (32), Christian Battitori (34).

Un'evidente sorpresa per tutti, ma nel contempo una felice realtà, che ha riportato il pensiero ai secoli medievali, allorquando i giovani, al compimento del quattordicesimo anno di età, se considerati "di buona fama", venivano investiti del potere di denunciare chiunque fosse sorpreso a danneggiare o defraudare il bene comune e, nel contempo, venivano portati a "prendere possesso" del proprio territorio seguendo tutti i confini dello stesso.

Particolare interessante: i cinque eletti, sotto l'entusiasmo della prima impressione – ancora prima di essere investiti giuridicamente e burocraticamente della carica ufficiale – immediatamente hanno preso fra loro l'iniziativa di impegnarsi ad andare lungo tutto il confine del catasto di Saone seguendo pedestremente ogni singolo "dèc" del confine. Ricordiamo che il "dèc" – in Scalfi: dèg; in Sottovia: déch, déghi (in altri vocabolari dialettali giudicariesi non trovato) – equivale a "cippo di confine", che Ezio Scalfi così precisa: «Probabilmente da "deganus" perché serviva per segnare il confine tra le "decanie": divisioni territoriali del Medio Evo in rapporto al possesso ed alla amministrazione. Negli Statuti di Tione sono chiamati degani».

Questi segni di confine venivano solitamente incisi a forma di croce su massi emergenti dal suolo e, pertanto, inamovibili per sempre, evitando il pericolo di possibili furtivi spostamenti. In vari archivi comunali si trova ancora il "libro delle Crós", ossia il documento in cui sono dettagliatamente descritte le posizioni dei "dèc" e steso a conservazione della delimitazione precisa del territorio comunale/catastale; confini talmente esatti che poi, con l'avvento dell'amministrazione asburgica, vennero riconosciuti e trascritti definitivamente nel Catasto attuale.

Nella prima riunione degli eletti sono stati nominati Presidente Giacomo Scalfi e Vicepresidente Damiano Marchiori. Nell'accettare e nell'assumere i delicati compiti amministrativi, sia i due responsabili che gli altri membri dell'Amministrazione, hanno confermato la precisa volontà di impegnarsi in primo luogo alla conoscenza esatta del patrimonio di cui i cinque giovani sono diventati i pubblici responsabili. Si tratta, in effetti, del Comune catastale di Saone, che copre una superficie di ha 907.01.27 di cui: ha 616.78.13 di proprietà dell'Asuc di Saone, ha 3.82.31 di proprietà dell'Asuc di Tione e ha 286.40.83 di privati ed enti minori. Confina con i Comuni catastali di: Ràgoli (a nord), Bleggio Inferiore (a est), Bleggio Superiore (a sud-est), Bolbeno, Zuclo I.a parte, Preore (a sud-ovest). È costituito in gran parte da bosco e da selva, con una modesta superficie di pascoli, dove si trova la Malga Stàbio. Si estende sulle pendici occidentali della Cima Sèra e del Monte San Martino, lungo le quali i primi abitanti di Saone Inferiore (oggi zona di San Giovanni, abbandonata come paese d'abitazione) e di Saone Superiore (attuale centro abitato), scesero attraverso il Passo del Durone rendendo abitabile l'area della Busa di Tione rimasta libera fra la sponda destra del torrente Redivér e la sponda destra della Sarca.