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Primo piano: quarto mandato di Diego Schelfi in Federazione delle Cooperative

Rielezione di Schelfi. «Serve maggior prudenza nel rilasciare dichiarazioni alla stampa, la grande imputata in questa partita»

«Cooperazione, sì allo "Schelfi quarto"» titola il Trentino di oggi, «I saggi dicono Schelfi ma è tutto rinviato» sminuisce l'Adige con un servizio di Lucia Facchinelli; «Tutto rimandato» sbotta il TGR ieri sera... Trapela in modo differente sulla stampa locale lo stato delle cose riguardo alla possibile rielezione per la quarta volta di Diego Schelfi alla presidenza della Federazione della Cooperazione. Chi da per certa la rielezione, chi apre uno spiraglio ad altre soluzioni, chi enfatizza la mancata unanimità, solitamente ricercata in casa cooperazione per proporre il nuovo presidente.

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Adelino Amistadi: «Quando si tratta di "mollare" la sedia a favore dei giovani, delle nuove idee e del mondo che avanza, sorgono i dubbi e si parte con il giochino salva poltrone...»

È un giochetto vecchio come il cucco a cui non dovrebbe ormai più abboccare nessuno,. Purtroppo la cosa funziona ancora e questo la dice lunga sulla maturità della politica: prima ci si fa belli dichiarando al mondo intero che per il bene del movimento bisogna lasciare spazio ai giovani, a nuove idee, al mondo che avanza, prendendosi gli elogi un pò da tutti, poi quando si tratta di "mollare" la sedia a favore dei giovani, delle nuove idee e del mondo che avanza, sorgono i dubbi e si parte con il giochino salva poltrone.

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L'auto-mutuo-aiuto di Dellai e Schelfi*

Diego Schelfi. Un filo che si chiama "perpetuazione di se stessi". Una strategia di auto-mutuo-aiuto non dichiarata che nelle settimane scorse ha portato Dellai a tessere le lodi dell'amico Schelfi proprio mentre le Cooperative di base stavano decidendo se chiedere a Diego di rimanere. Il quale Diego, puntuale, martedì ha ricambiato il favore rendendo esplicita la posizione sua e forse pure del movimento che egli rappresenta: "Ben venga un Lorenzo IV". Ora, il punto è questo: non sarebbe ora di fare un po' di chiarezza su ciò che i due presidenti intendono fare da grandi?

Entrambi si offrono ai ripetuti e adulanti richiami di chi li invita ad andare avanti nonostante i tempi regolamentari dei rispettivi mandati siano in scadenza, ripetendo un mantra buono per tutte le stagioni: "Il mio destino? E' nelle mani della Cooperazione" - spiega un (finto) rassegnato Diego Schelfi. "Fare il presidente della Provincia? La cosa più bella al mondo, ma non tocca a me decidere per un altro mandato" dichiara sibillino Dellai. E le regole? Quelle si possono sempre adattare alle circostanze. Le regole, appunto. Un'autonomia matura e moderna avrebbe l'obbligo di dare il buon esempio su un punto così importante come quello del rispetto delle regole, tanto più in un paese sgangherato e pieno di eccezioni come il nostro. Di fronte all'opinione diffusa che questa nostra Provincia è la patria del privilegio e dell'autoconservazione del potere, sentire dai massimi rappresentanti di questo potere - quali sono in ambiti diversi Dellai e Schelfi - una parola chiara sul loro futuro prossimo rappresenterebbe un segnale di modernità e di profondo rispetto, appunto, di quelle regole scritte e condivise che sono il cuore di un sistema politico-amministrativo che si vanta (a volte a sproposito) della propria efficienza.

Lasciare i puntini di sospensione su un argomento tanto delicato come il ricambio alla guida della Provincia e della Cooperazione (dove Schelfi ha di fatto già avviato le pratiche per una deroga ai tre mandati) contribuisce invece ad alimentare le ipotesi, i giochi di potere, quel teatrino della politica che la gente non comprende. "Perché si parla ancora di Dellai presidente nel 2013 se la legge non lo prevede?" - mi ha chiesto l'altro giorno un amico che vive all'estero. "Basta cambiare la legge elettorale" - gli ho risposto candidamente. "Ah, un cambio su misura" - ha chiosato lui, sorridendo amaro.

Ecco, per evitare mesi di illazioni e ipocrite prese di posizione, appelli seguiti da smentite di facciata Dellai e Schelfi dovrebbero dare a noi cittadini un segnale di grande responsabilità: dichiarare pubblicamente la propria "indisponibilità" a proseguire nei rispettivi mandati, a dispetto delle sirene adulanti e delle difficili contingenze del momento (sem*ibile, forse non più per Schelfi che ha già messo in moto e lanciato ad alta velocità la macchina della quarta rielezione. Sarebbe un passo difficile, certo, soprattutto per chi ha dato l'anima per far crescere e sviluppare questa nostra autonomia. Ma finalmente un segnale di chiarezza che eviterebbe di far sintonizzare i canali del dibattito pubblico su una telenovela degna di altre latitudini.

*Luca Petermaier, da il Trentino di giovedì 8 marzo

Mauro Cominotti: «Schelfi il mio voto lo ha ottenuto garantendo che non sarebbe servito a lui»

Non ho nulla contro Schelfi, infatti mi ha sempre detto di sì (come ha sempre detto di sì a tutti) così da non scontentare nessuno. Il mio voto, come il voto di molti altri, lo ha ottenuto garantendo che non sarebbe servito a lui.

Anche questa è stata una promessa disattesa.

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Alberta Voltolini: «Schelfi, in tre mandati, ha sicuramente avuto tempo sufficiente per dare il meglio delle sue idee ed energie alla Cooperazione. Ora sarebbe cooperativistico e solidaristico cedere il passo ad altri»

Non per essere banali e per dire sempre le solite cose, ma Schelfi, in tre mandati, ha sicuramente avuto tempo sufficiente per dare il meglio delle sue idee ed energie alla Cooperazione. Ora sarebbe cooperativistico e solidaristico cedere il passo ad altri, liberare nuovi stimoli, mettere alla prova e far crescere altri.

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