Cooperativa Giudicarie: Soci al centro? Niente affatto! L'editoriale di Giorgio Fraccalossi su Cooperazione Trentina
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- Categoria: Giudicarie
- Pubblicato Venerdì, 29 Aprile 2016 22:54
- Scritto da Giudicarie.com
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Giorgio Fracalossi ha voluto dedicare l'editoriale di maggio – probabilmente il suo ultimo da presidente - di "Cooperazione Trentina" il mensile della Federazione, alla "Famiglia Giudicarie" con l'invito a riflettervi.
"La vicenda della famiglia Cooperativa Giudicarie ci addolora, esordisce l'ormai ex presidente. E non per il fatto che i soci abbiano liberamente scelto di 'cambiare fornitore', ovvero approvvigionarsi non più con i prodotti di Sait ma da Dao, una ottima cooperativa di negozianti che vende prodotti a marchio Conad. Questo è all'apparenza solo un fatto commerciale, su cui la Federazione non può intervenire. Anche se la casa 'naturale' di una cooperativa di consumatori, che ha nella mutualità e nella solidarietà tra i soci i propri valori fondativi, dovrebbe essere il Sait.
Come è noto, Sait è il consorzio costituito dalle Famiglie Cooperative che fanno riferimento a centinaia di migliaia di soci consumatori. Dao è una cooperativa che associa qualche centinaio di negozianti. Due fattispecie concettualmente diverse anche se entrambe degnissime, e mestieri simili, tant'è che si confrontano vivacemente sugli stessi mercati. Entrambe le realtà sono associate alla Federazione.
Quello che ci addolora è l'atteggiamento degli amministratori della Famiglia Cooperativa Giudicarie, una realtà nata nel 1989 per volontà di nove Famiglie Cooperative della zona: Caderzone, Carisolo, Alto Chiese, Pinzolo, Roncone, Saone, Storo, Centro Cooperative Giudicariesi di Ponte Arche, Magazzino sociale di Tione.
Allora si era deciso di arginare la concorrenza costituendo un Consorzio , il 'C 8', e le Famiglie della zona contribuirono al suo capitale versando 675 milioni delle vecchie lire. Fu comprato un terreno e un capannone, operazione da oltre un miliardo di lire, cui il Sait partecipò versando 300 milioni di caparra.
Quella fu una straordinaria iniziativa cooperativa: davanti alle difficoltà, ad un mercato sempre più competitivo le cooperative rispondono unendo le forze per far fronte comune. Funzionò.
Successivamente il Consorzio realizzò la fusione con una delle cooperative che lo costituivano, quella di Saone e con il Magazzino sociale di Tione, e diventò la Famiglia Cooperativa Giudicarie che oggi conta circa duemila soci.
In anni recenti di nuovo si sono presentate difficoltà. Ma la risposta è stata radicalmente diversa.
Nuovo fornitore e nuove aperture, a Cimego e a Madonna di Campiglio, proprio su territori di due delle nove Famiglie fondatrici. La cooperazione che 'mangia' se stessa.
La Federazione 'casa' di tutte le cooperative, è stata tenuta molto lontana da qualsiasi coinvolgimento. Semplicemente alcuni amministratori si sono fatti legittimamente un'idea: hanno individuato nel passaggio a Dao l'unica soluzione possibile per dare una svolta a bilanci asfittici. E questa idea hanno portato avanti fino alla fine, fino al voto quasi plebiscitario dei soci dell'altro giorno. Operazione conclusa con successo.
Soci al centro? Niente affatto!
I soci hanno partecipato ad una assemblea a senso unico, senza contraddittorio, con alcuni interventi critici gestiti con fastidio e soprattutto con una enorme, macroscopica carenza di dati completi ed esaustivi affinché essi potessero decidere in assoluta libertà. Per loro sarebbe stato oggettivamente molto difficile decidere diversamente da quello che hanno fatto, stanti le informazioni che avevano ricevuto. Nessuna alternativa se non la chiusura, è stato detto loro. E quindi...
La Federazione poteva avere un ruolo di garante nel rispetto delle "regole del gioco". Invece no, niente di tutto ciò. Ricordiamo che la gestione delle assemblee è una precisa responsabilità degli amministratori, così come il dovere di informare correttamente e di garantire le condizioni affinché ognuno possa esprimere un giudizio obiettivo e libero.
Riteniamo che all'assemblea della Famiglia Cooperativa Giudicarie ciò non sia avvenuto"
Giorgio Fracalossi.