Folla di ragazzi al tribunale di Tione per sostenere il compagno accusato di spaccio di droga davanti alla scuola, minacce ed estorsione. Per fortuna è solo una simulazione
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- Category: Tione di Trento
- Published on Monday, 13 May 2013 00:55
- Written by Denise Rocca
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C'era una folla di ragazzi al tribunale di Tione la scorsa mattina il tribunale di Tione: fra i banchi degli imputati un tredicenne, difeso dall'avvocato Andrea Antolini, in aula tanti suoi coetanei, l'accusa portata avanti dal pubblico ministero Marco Gallina davanti al giudice Enrico Borrelli. I reati contestati: spaccio di droga davanti alla scuola, minacce ed estorsione. Sui banchi dei testimoni si succedono il commissario Luciano Osler, del laboratorio analisi di Laives, e l'ispettore di polizia Nicola Gremes. Tutto fedele alla realtà di un vero processo, in verità si è trattato solo di una simulazione per aiutare i ragazzi a capire come funziona il sistema legale e quali sono le conseguenze del consumo e dello spaccio di stupefacenti. Così, oltre alle procedure legali e le pene previste per chi spaccia, i ragazzi hanno sentito nella testimonianza del maresciallo Osler gli effetti delle droghe, e scoperto fatti meno noti come per esempio che hashish e coicaina vengono spesso "tagliati" con oli di scarto, e nelle dosi sequestrate si trovano anche tracce di escrementi animali e medicinali, usati per falsificare la purezza degli stupefacenti.
Un'iniziativa, quella del "processo simulato", portata avanti nel capoluogo già da tre anni, ieri era la prima volta a Tione e ha coinvolto i 100 ragazzi delle terze medie dell'istituto comprensivo di Tione.
Un processo finto, ma di veri per gli stessi reati ce ne sono parecchi, per un fenomeno quello della diffusione di sostanze stupefacenti per nulla marginale come le piccole valli trentine potrebbero far illudere: "il primo contatto con le sostanze stupefacenti – racconta a margine dell'iniziativa l'ispettore Gremes – avviene già in terza media, poi con l'approdo negli istituti superiori della città le occasioni si moltiplicano. Ma le periferie non sono esenti e le famiglie devono prestare attenzione". Guardia alta, formazione continua a ragazzi e genitori, magari fuori dagli schemi come è stato il processo simulato capace di catturare l'attenzione dei giovani e trasmettere informazioni senza pedanteria, se non sono la panacea, almeno sono un ottimo tentativo.




