Né carne, né pesce. A cuochi e camerieri, in Trentino, è negata la maturità
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- Category: Tione di Trento
- Published on Monday, 10 March 2014 23:49
- Written by Ettore Zini
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Né carne, né pesce. Così, i genitori degli studenti della Scuola Professionale Enaip di Tione vedono il futuro dei loro figli. Da quando in Trentino, è stata abolita l'istruzione professionale, per i ragazzi che frequentano istituti come l'alberghiero di Tione (ma la lista potrebbe includere anche Ossana, Levico, Rovereto e Varone) non c'è alcuna possibilità di conseguire la maturità.
Cuochi e addetti al servizio di sala, una delle professioni emergenti e qualificanti per il turismo, sono destinati a rimanere nel limbo dell'istruzione. Vale a dire non possono più proseguire gli studi fino al quinto anno.
Quindi, accedere - come tutte le altre scuole - all'Università o partecipare a concorsi. "Molti dei nostri figli – dicono delusi i genitori degli alunni del locale istituto alberghiero – si sono iscritti qui, perché convinti di poter arrivare alla maturità. Il cambio di carte in corsa da parte della Provincia (la Provincia di Trento è l'unica in tutt'Italia, compreso Bolzano, ad aver cancellato l'Istruzione Professionale ndr), non solo è squalificante, ma obbliga i nostri ragazzi a rivolgersi a strutture fuori provincia, come Idro (Bs) o Bardolino (Vr). Dove non ci sono posti a sufficienza per accoglierli tutti".
La novità - di cui si sta parlando da tempo, e di cui, secondo gli interessati, sarebbe opportuno trovare subito risposta, perché, dicono, settembre è qui, dietro l'angolo, e il Martino Martini di Mezzolombardo, quest'anno chiude l'esperienza iniziata positivamente sette anni fa - ha indotto padri e madri di 24 ragazzi dell'Enaip che frequentano la terza cuochi e sette o otto iscritti ai corsi di sala, a incontrarsi per decidere il da farsi. Con loro, in qualità di esperto, c'era l'ex preside della scuola Martino Martini, Mario Casna, che nel 2004 ebbe la felice intuizione di istituire il biennio sperimentale di quarta e quinta per gli istituti professionali. Un percorso che si è subito fatto strada, con l'apertura di sedi staccate anche a Ossana e Tione.
Ora la scuola della piana rotaliana è arrivata al capolinea: a conclusione dell'anno scolastico i corsi relativi alla 4° e 5° professionale chiudono i battenti. Per questo, molti ragazzi, se vorranno conseguire la maturità, dovranno rivolgersi ad altre scuole fuori dai confini provinciali. Il discorso vale anche per gli istituti professionali a indirizzo economico e turistico, come l'Upt (Università Popolare Trentina). Anche per loro, il futuro riserva solo la qualifica professionale. Non la maturità. Oggi, spiegano i genitori, equiparata alla terza media di un tempo. Comunque necessaria, anche per un banale concorso di cuoco per una mensa scolastica. Ragione in più per mettere alunni e genitori sul piede di guerra, decisi più che mai, a reclamare la reintroduzione dell'Istruzione professionale anche in Trentino.
In alternativa, ripristinare il 4° e 5° anno come prima, in funzione della maturità.
Oppure - e questa è la terza strada suggerita dai genitori - permettere ai privati, valer a dire le scuole parificate, di poter istituire dei corsi per conseguire il diploma. Una linea condivisa anche dal presidente dell'Amira (Ass. Maitre Italiana Ristoranti e Alberghi) Gianni Cassanelli, che proprio in questi giorni ha inviato sull'argomento una lettera ai giornali. Nei prossimi giorni è previsto un incontro, a Tione, con il consigliere provinciale di zona Mario Tonina. Ma, nelle intenzioni di mamme e papà degli istituti professionali, c'è la volontà di farsi sentire ai piani alti della politica provinciale.
"Non è possibile che i nostri ragazzi siano discriminati in questo modo. Né è accettabile – dicono – che dopo tre anni di studi, a diversità di tutto il resto d'Italia, rimangano in mezzo al guado". Né carne, né pesce, appunto.




