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Memoria ed emozioni indicibili. A Tione in scena il Treno della Memoria. Lo hanno proposto nove giovani studentesse per la regia di Denise Rocca

Tione treno della Memoria b


Chi era presente, venerdì 26 maggio scorso, nella sala "Sette Pievi" della Casa della Comunità delle Giudicarie a Tione, ha avuto l'eccezionale possibilità di rivivere – in religioso e toccante silenzio – le pagine più dolorose e brutali del secolo ventesimo. Protagoniste dell'incontro nove giovani studentesse giudicariesi di ritorno da un viaggio in Polonia col "Treno della Memoria": un'iniziativa che da vari anni porta studenti italiani a visitare quei "lager", in cui è rimasta traccia e testimonianza di iniquità inaudite e che le nuove generazioni hanno il compito ed il dovere di mantenerle vive in una società che possibilmente riesca ad impedirne il tragico ripetersi.
Ciò che le studentesse sono riuscite a trasmettere attraverso un chiaro e penetrante messaggio fatto di parole, di letture, di immagini, di musiche in un alternarsi di voci che, nel buio di una sala ammantata di silenzio, hanno creato un'atmosfera carica di ricordi lontani che si sono proiettati su un oggi purtroppo ancora carica di tanto odio e di tanta atrocità.

Tione treno della Memoria 2 b

La dignità umana fatta oggetto di ludibrio e di noncuranza, di malvagità e di ignominia; uomini e donne di ogni età, e pure bambine e bambini, massacrati senza pietà da individui che avevano annullato in se stessi la concezione della personalità viva in ciascun individuo e da salvaguardare contro ogni avvilimento e massacro. Situazioni di inaudite sofferenze portate sino alla more che non si sono esaurite e fermate nei lager del secondo conflitto mondiale, ma che, purtroppo, continuano a ripetersi sulla faccia del globo terrestre da chi continua a far parte di una congerie di uomini volutamente ignari del diritto di ogni persona ad essere rispettata, difesa, aiutata a vivere.
Ed ecco che l'ombra terribile dei lager si è proiettata sui barconi della morte che nel Mediterraneo continuano la tragica serie dei forni crematori nel cuore dell'Europa, e sulla carneficina che in atto in varie parte del mondo sembra ignorare l'insegnamento che giunge da chi sta prendendo nella giusta considerazione dell'insegnamento del passato.

Denise rocca Patrizia Ballardini Treno della Memoria 

Toccanti le voci pacate e velate di tanta tristezza delle studentesse nella sala muta di fronte alle testimonianze dell'orrore; voci suadenti che impregnavano la mente e toccavano il cuore, obbligandoti a considerare aspetti e motivazioni della vita e della storia troppo spesso lasciati nascosti nella dimenticanza o, peggio nell'indifferenza. E proprio l'indifferenza è stato il unto cruciale delle considerazioni poste in essere: quell'indifferenza che ha permesso tanta crudeltà e tanta ignominia e che non dovrebbe ripetersi nelle attuali e future società.

La serata, a cui ha partecipato un folto pubblico di Giudicariesi di ogni vallata, si è svolta nella più perfetta regià sotto l'oculata e dettagliata direzione di Denise Rocca, l'accompagnatrice ufficiale della trasferta a Cracovia, e attraverso la encomiabile esposizione delle studentesse. A conclusione la scrittrice tionese Loreta Failoni ha avuto parole di encomio omaggiando le protagoniste dell'incontro con l'omaggio del suo toccante volume "La bisettrice dell'anima" imperniato proprio sulla sofferenza di una piccola ebrea vittima della persecuzione nazista, mentre la presidente della Comunità, Patrizia Ballardini, visibilmente commossa, si è detta onorata di aver ospitato voci giudicariesi così toccanti e cariche di un messaggio di pace e di particolare rispetto dell'uomo per l'uomo, augurandosi che la stessa iniziativa abbia ad essere proposta in altre sedi sul territorio delle Giudicarie perché effettivamente istruttiva e da risultare positivamente formativa per tutta la popolazione.

Quell'illuso del Musón