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Tione, canone Wind quasi dimezzato. La crisi non risparmia i gestori della telefonia

Tione di Trento giudicarie giudicarie.com b

Tempi grami anche per le imprese di telefonia, obbligate a rinegoziare pure le spese di affitto dei ripetitori, per far fronte alla sensibile riduzione dei margini d'impresa. Sembra impossibile, ma anche i gestori del traffico telefonico stanno subendo gli effetti di una crisi che sta colpendo indistintamente anche categorie all'apparenza in ottima salute. In Giudicarie, il primo a subirne le conseguenze è stato il comune di Tione. Costretto a ridurre sensibilmente un contratto in essere per un traliccio in località Roccolo, sulle pendici del versante montano di Zeller. Un'operazione, inutile dirlo, che prelude un gioco al ribasso anche per tutti gli altri ripetitori presenti in Trentino. "Negli ultimi anni – scrive la Wind - sul mercato nazionale si è notevolmente ridotto il ricavo lordo derivante dal servizio di telefonia mobile. Anche a seguito di numerose sollecitazioni volte alla riduzione delle tariffe telefoniche, provenienti dall'Unione Europea e dall'Autorità Garante per le Comunicazioni (A.G.COM.)".

Modifiche, spiega l'azienda, che hanno comportato significativi risparmi per il consumatore finale. Ma, anche una sensibile riduzione dei margini d'impresa per gli operatori del settore. A causa di ciò, le aziende telefoniche sono state obbligate a ridurre i propri costi. E una delle voci principali è data dai canoni di concessione/locazione di locali e fondi per l'installazione di antenne e apparati per le telecomunicazioni. Per questa ragione, i responsabili della Wind hanno chiesto, e ottenuto, dal comune di Tione la rinegoziazione del canone pagato per 80 metri quadrati di terreno, su cui è installata la stazioni radio per la telefonia mobile al servizio della zona. Dai precedenti 14.000 euro l'anno, il comune è stato costretto ad accontentarsi di poco più della metà. Pena la rescissione del contratto. Il traliccio in questione era stato installato nel 2003 dalla Ericson. Passato alla Wind nel 2011. Da cui Tione percepiva un canone annuo pari a 14.651 euro. Il periodo contrattuale era stabilito in otto anni, cinque mesi e 10 giorni. Ossia dal 22 luglio 2011, al 31 dicembre 2019. Per cui, il comune aveva sospeso il vincolo di uso civico di cui è gravato il terreno. Ora però Wind Spa ha comunicato che, in base all'analisi dei costi, quel canone è eccessivamente oneroso. Pertanto ha chiesto all'Amministrazione comunale la rinegoziazione del canone a 8.600 euro. "Il massimo che la Wind è disposta a pagare", scrive l'amministratore delegato della ditta. Evidenziando che, in caso di mancato accoglimento della richiesta, avrebbe receduto dal contratto. Di fronte a tanta determinazione ("Smantelleremo gli impianti, qualora il comune non accoglierà le nostre richieste") e all'improbabilità di trovare un cliente disposto a pagare di più, la giunta comunale è stata messa con le spalle al muro. E obbligata ad accettare le nuove condizioni, convenendo in 8.600 il nuovo canone di affitto. Che, dice il nuovo contratto, sarà corrisposto in rate trimestrali anticipate di 2.150 euro ciascuna. Mentre il nuovo periodo contrattuale è fissato in otto anni e nove mesi: dal 1 luglio 2015, al 31 marzo 2024, prorogabile di un uguale periodo.