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Tione, se gli abitanti di Polin vogliono il metano devono sborsare 50 mila euro. La lettera di Aida Ruffini Presidente Itea

polin Tion giudicarie 

Se gli abitanti di Polin, vogliono il metano, devono sborsare 50 mila euro. E' quanto afferma la presidente dell'Itea, Aida Ruffini, in una lettera scritta in occasione della sua mancata partecipazione all'incontro elettorale a sostegno del candidato sindaco Alessandro Rognoni. Il quartiere di Polin, si trova all'estrema periferia sud di Tione. E' stato costruito sul finire degli anni 70. Consta di sei casermoni di edilizia popolare, con 75 alloggi: 15 di proprietari privati, 6 assegnati in patto di futura vendita e 54 di proprietà dell'Istituto per l'edilizia agevolata. Ci vivono più di 220 persone ed è ancora privo di gas metano. Tutta Tione, compresa la frazione di Saone e i rioni satelliti di Cenglo e Basso Arnò, è stata metanizzata da Giudicarie Gas, una partecipata del comune di Tione, e dalla locale Asm, la municipalizzata comunale, produttrice e distributrice di energia. Polin, no. Non dispone ancora di energia pulita. Gli allacciamenti arrivano fino a 250 metri, in via Condino. Da lì, le case popolari sono a un tiro di schioppo. Basta attraversare l'ex Statale e la metanizzazione sarebbe cosa fatta. Finora, però, nonostante le insistenze dei suoi abitanti, le loro richieste non sono state esaudite. Nemmeno le raccolte di firme hanno sortito alcun effetto. Le abitazioni di Tione possono fruire del metano. Le caldaie dei condomini di Polin, dove la gestione calore costa mediamente 2.300 euro l'anno ad alloggio, sprigionano ancora fumi carichi di CO2. In proposito, la Ruffini scrive: "Siamo consapevoli che le spese di riscaldamento e acqua calda nel condominio di Polin sono ancora elevate. Per questo, abbiamo organizzato due assemblee, con i soli proprietari e assegnatari con patto di vendita, per discutere della posa di una tubazione dorsale che andrebbe a ultimare le predisposizioni già poste in opera". La presidente ammette, dunque, che da anni sono state posate le tubature interne per gli allacciamenti del metano. Ma, niente di più. Ci sono stati dei contatti con l'ASM: "Ma l'azienda municipalizzata – spiega la Ruffini – ha comunicato l'impossibilità di soddisfare le richieste di allacciamento, a causa delle sopravvenute modifiche normative che impedirebbero, alla stessa società, di estendere la propria rete di gas metano fino all'abitato di Polin". L'alternativa, aggiunge, è che i proprietari, compresa l'Itea, sostengano direttamente il costo della dorsale, pari a 50.000 euro". Il costo unitario del solo allacciamento, dunque, superiore a quello richiesto, di norma dall'ASM. La presidente, per la prima volta, mette queste cose nero su bianco. Anzi, fa sapere che, in occasione dell'ultima assemblea dell'aprile 2014, l'Itea si è fatta autorizzare dai 21 proprietari privati la posa a proprie spese del collegamento fino al condominio D, con l'impegno a corrispondere la quota dovuta in caso di futuro allacciamento. Non fa cenno, però, ai 54 alloggi di proprietà dell'Istituto, le cui quote eventualmente dovrebbero essere sostenute dall'Itea. Come non fa cenno ai contrasti avuti con il Comune. Che, ovviamente, la pensa diversamente, con il sindaco Gottardi che accusa l'Itea di comportarsi "da privato o da pubblico, a secondo della convenienza". Gli anni passano. Ma, le caldaie del popoloso rione vanno ancora gasolio. Di metano, nel quartiere, non c'è manco l'ombra. "E, visto le premesse, chissà quando – dicono gli abitanti del quartiere che si sentono discriminati – anche noi, come tutti gli altri rioni potremmo essere esauditi".