Ospedale Tione. Un documento, affidato a Borgonovo Re, sintetizza le criticità: pronto soccorso, direzione sanitaria, dotazione di personale, potenziamento di ortopedia ...
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- Category: Giudicarie
- Published on Friday, 10 January 2014 10:47
- Written by Ettore Zini
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Non c'è solo il reparto di maternità nelle criticità ancora aperte nell'ospedale di Tione. Per il reparto di ostetricia e ginecologia che "produce" meno di 180 bambini l'anno, la strada è tutta in salita. E non sarà facile per la nuova responsabile alla sanità, Donata Borgonovo Re, prendere delle decisioni in merito. Anche perché, sarà obbiettivamente difficile lasciare completamente sguarnito un punto nascite con un'utenza che dista, dal capoluogo, fino a 100 chilometri (vedi Bondone di Storo o Madonna di Campiglio), con delle puerpere, che, in caso di doglie improvvise, difficilmente riuscirebbero ad arrivare a Trento o Rovereto, senza correre il rischio di partorire per strada. "Tanto più – come dicono alcuni medici – che sia il servizio autoambulanze, come il servizio elicotteri che in caso di nebbia non volano, non sempre è possibile fare affidamento".
Punto nascite a parte, anche per il presidio ospedaliero del capoluogo giudicariese le problematiche sono più d'una. Le hanno elencate, una per una, i responsabili del Comitato della Salute, con un vademecum, in pillole, consegnato alla nuova assessora. Tutti argomenti già noti da tempo. Ma, lasciati parzialmente irrisolti dal suo predecessore Ugo Rossi, che della realtà sanitaria locale conosceva a menadito carenze e le attese. Senza che, peraltro, siano stati adottati provvedimenti risolutivi.
Ora, con Borgonovo Re, si guarda al futuro. Al suo primo incontro con personale medico, con sindaci e la Comunità di Valle, le è stato affidato un promemoria che le permetterà di fare le opportune valutazioni. E, come ha promesso, di decidere entro l'anno. I punti critici sono contenuti in un documento consegnatole dall'assessore alle politiche sociali Luigi Olivieri.
Un elenco che tocca, punto per punto, le carenze in attesa di risposte.
1) Il pronto soccorso inadeguato e la mancanza di personale. Da risolvere c'è il problema della struttura inadatta di cui è stato annunciato il finanziamento di circa due milioni per la ristrutturazione. Di cui, però, si vorrebbe avere conferma. Poi c'è l'aspetto operativo. Di cui, nonostante la riorganizzazione funzionale, con l'accorpamento all'Unità di Medicina, permane la dotazione di personale inadeguata, anche in relazione dei flussi turistici stagionali ( a Madonna di Campiglio – ha detto Olivieri – a Capodanno c'erano più di 30 mila persone, quasi il doppio dei residenti). In più manca il servizio pediatrico notturno d'urgenza.
2) Direzione sanitaria. Sono stati confermati il dott. Vincenzo Cutrupi direttore di struttura e il dott. Luca Fabbri ("che non c'è mai e dialoga solo per telefono") direttore medico di presidio. Che senso ha non avere un'unica figura professionale?
3) Nomina del vice direttore di distretto. La delibera della Giunta provinciale è del 2011. Perché non si procede?
4) Dotazione di personale. E' scoperto il posto di direttore di Medicina generale, a seguito del pensionamento del dott. Luigi Battaia. Non è necessario ricordarne l'urgenza, anche per la presenza del reparto di terapia semi intensiva.
5) Per quanto riguarda radiologia, si è registrato un significativo aumento degli accessi, grazie all'opera del dott. Marsilli e a seguito dell'acquisto della nuova Tac. Mancano però risorse mediche. Ridotte solo a due radiologi. Considerando la turnistica di 120 giorni l'anno, in ospedale, è presente solo un medico radiologo, mentre l'assunzione di professionisti a contratto, non è da considerare una soluzione stabile.
6) Ortopedia. Operatori e vertici aziendali auspicano un potenziamento e una riqualificazione come centro di specializzazione provinciale. L'attività ambulatoriale (anche a Campiglio) conta circa 9.000 visite l'anno. E' stata abolita la reperibilità notturna e l'unità è composta di soli tre medici.




