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Riforma Istituzionale. Sì ad una Comunità di Valle quale strumento operativo e decisionale dei comuni, ma con una assemblea meno numerosa e nominata. È quanto si auspica la conferenza dei Sindaci delle Giudicarie

Conferenza dei sindaci comunità delle giudicarie

Riforma istituzionale. Se ne discute in Provincia. Ne discutono le segreterie dei partiti. Anche in Giudicarie, i sindaci vogliono dire la loro. Anzi, nella conferenza dei sindaci di ieri sera a Tione, hanno discusso animatamente sull'opportunità di redigere un proprio documento, con cui intendono mettere, nero su bianco, alcuni punti fermi. "Un loro contributo" – dicono alcuni di loro. Che però tengono a precisare che "tutto è ancora in alto mare". E che alcuni punti dovranno essere discussi e smussati, prima di procedere alle stesura definitiva. "I cittadini italiani chiedono a gran voce di ridurre i costi del sistema pubblico? Il Governo chiamato a rispondere a tali istanze non può più indugiare, prevedendo di abolire le Province?". I ventisette primi cittadini presenti nell'aula dei comuni della Comunità di valle (ha presieduto il neo presidente Attilio Maestri, sindaco di Pieve di Bono), hanno stilato un vademecum su quali possono essere le strategie e gli obiettivi per semplificare i livelli amministrativi e ridurre i costi diretti della politica e degli Enti.
Ecco in sintesi la proposta: mantenimento della Comunità di Valle, quale strumento operativo e decisionale dei comuni. Con funzione di analisi dei problemi generali di ambito e individuazione delle strategie di sviluppo socio economico del territorio; esercizio delle competenze e delle risorse che la Provincia deciderà di assegnare ai singoli territori; erogazione, su delega dei comuni, di alcuni servizi a favore dei cittadini o degli stessi comuni.
Comunità che deve però essere sottoposta ad un cambiamento "radicale" di governance. Punto cardine il "sistema elettivo misto", con il quale sono eletti gli attuali organi della Comunità. Un sistema, che secondo loro, oggi non è coerente con gli obbiettivi di spending review e di sburocratizzazione. Oggetto tra l'altro di forti tensioni fra i vari Enti. Ragione per cui, dicono i sindaci giudicariesi, è indispensabile che gli organi della Comunità siano formati dai rappresentanti dei comuni, con l'abolizione della elezione diretta. Altro motivo in discussione: lo sfoltimento dei rappresentanti in assemblea. Oggi. A Tione composta da 99 delegati. Ma che a parere dei primi cittadini dovrebbe essere composta con un solo rappresentante per comune. L'argomento come si vede è ghiotto. Il dibattito dovrebbe sfociare in un documento unitario. Che però è ancora allo stato embrionale. Se ne parlerà ancora nei prossimi incontri.